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Ed eccomi qua
a raccontarvi la nostra esperienza. La prima settimana del
viaggio avventura è andata alla grande, abbiamo fatto molte miglia ma
ne è valsa la pena. Dal South Dakota siamo saliti verso il
Montana per raggiungere la Crow Agency. I bambini dei Crow
sono rimasti contenti nel vederci arrivare con i giocattoli
per loro. Un grazie al Consiglio Tribale degli Shoshoni
della riserva Wind River per la loro ospitalità inaspettata
e gradita.
La situazione
che ho trovato quest'anno girando per le riserve, Lower
Brulè compresa, è stata abbastanza positiva. Non ho più
visto container rettangolari e bui, ma case nuove, e questo
mi ha rallegrato durante la marcia. Le macchine senza
parabrezza o vecchie e sgangherate, sono state sostituite
quasi tutte da nuove auto e fiammanti pick-up. Ho chiesto un
pò in giro, e le risposte sono state molteplici, in breve è
merito sia del Governo che sgancia più soldi, sia dei
consigli tribali che questi soldi fanno arrivare a chi ne ha
bisogno. Rosebud, St.Francis, Mission, sono apparse più
moderne, ma sempre magiche per chi come me fa della cultura
e della storia degli Indiani una ragione di vita.
Rapid City è
sempre splendida, quest'anno l'abbiamo vissuta un pò di più.
Ho conosciuto William Gerald BLACK ELK, nipote del Black Elk
uomo santo dei Lakota, anche se dovrebbe appartenere
all'altra linea di sangue. Comunque ho ricevuto in dono da
lui un bastone di medicina fatto con un ramo che cresce
nelle Black Hills, quelle Paha Sapa che anche quest'anno
hanno suscitato in me grande commozione.
Tra i lati
negativi, se vi capiterà di scendere dallo Yellowstone verso
sud, troverete altri due parchi meravigliosi, turismo, belle
attrezzature, strutture accogliente. Subito alla fine di
questi paesaggi meravigliosi cosa troviamo???? il bel
cartello dell'inizio del territorio della riserva Wind River,
degli Shoshoni. Che strano, inizia il deserto arido e privo
di vita, e c'è una riserva indiana, chissà come mai???? Per
farvela breve, hanno sterminato i bisonti e gli indiani 100
anni fa, ora i bisonti vivono nei parchi, curati, tutelati,
coccolati, mentre i nostri fratelli continuano a vivere
nascosti, in terre aride e lontane, con strade che fanno
passare la voglia di andarci (per quelli come noi) e di
uscirne (per quelli che vi abitano). Sembra che più lontani
stanno e più le coscienza di qualcuno sia a posto. Pensate
che da un "conquistatore del luogo, quindi un usurpatore" li
ho sentiti definire "una minoranza etnica", ringrazio Wakan
Tanka che in quel momento mi ha dato la forza togliendomela,
nel senso che stava partendo la mia mano, ma era come se
qualcuno me la bloccasse.
La mattina più
bella è stata quella all'Harney Peek, nel cuore delle Black
Hills, il posto che per Alce Nero era il centro
dell'universo e della sua complessa visione. Eravamo
arrivati alle 8, praticamente c'eravamo soltanto noi ed un
pescatore solitario.
Fumare la Pipa
di Danilo in quel posto ci ha donato grande forza e
consapevolezza che gli Spiriti erano con noi, ne sa qualcosa
Danilo stesso che alla mia domanda "Pensi che gli Spiriti
siano contenti di noi, che noi stiamo facendo bene?" mi ha
risposto col più innocente degli "Boh", e, come succede
sempre nei film alla mia affermazione "Impariamo ad
ascoltare i segnali che loro ci inviano" si è alzato un
vento fortissimo che è cessato nel momento in cui io e lui
siamo scesi dalla roccia su cui eravamo saliti.
Posso dirvi
che Harney Peek è un posto particolare, e chissà, forse in
quel momento davvero gli Spiriti erano con noi.
Abbiamo
guidato per 6500 km, in pieno stile viaggio avventura, visitando tutto ciò che ci attraeva
come la Old City sulla Interstate 90, una città di un secolo
fa in cui c'è un museo con molti oggetti usati nel film
Balla coi Lupi. Le Badlands sono sempre là, a volte
spettrali a volte immense, lo Strong Hold è bellissimo, se
avete visto Thunderheart ne sapete qualcosa. Guidando dentro
cittadine come Deadwood, Keystone, Buffalo, Cody (che adoro)
ecc, si respirava una strana atmosfera di un tempo passato
ma forse non ancora da tanto, ed ogni tanto i miei pensieri
andavano un secolo indietro, a quando in quelle cittadine
splendide viveva un popolo incredibile, che stava in armonia
con tutto ciò che lo circondava, senza alterare nulla.
I due giorni
passati nello Yellowstone sono stati selvaggi, le tende a
3000 metri, un'aria fresca e rigenerante. Durante il viaggio
abbiamo incontrato molti Bisonti (ho visto tanti cuccioli
meno male), ma vederli in armonia pascolare nello
Yellowstone è meraviglioso, è come riportare gli animali
dello Zoo di Roma nei loro ambienti naturali, una magia, un
sogno!
Franco era
sempre indaffarato a guardarsi intorno ed a immagazzinare
più info possibili, il suo più che un viaggio avventuroso è
stato un viaggio didattico. Del gruppo era il meno esperto in
materia, ma non per questo era penalizzato, anzi faceva
molte domande e questo significava che ciò che lo circondava
lo attraeva. Ha avuto una buona conoscenza a Rapid City, con
Sonia Holy Eagle, nipote di un Lakota molto conosciuto e
grande costruttrice di tamburi. Vedere le sue opere è stato
emozionante, i tamburi ornati con disegni dai mille colori,
e soprattutto erano tamburi veri, cioè di quelli che non si
squagliano nelle Inipi come quelli che vendono qui a Roma,
ma che volete farci, moglie e buoi dei paesi tuoi. Quello
che dico io è sempre la stessa storia, se vogliamo pregare
nella maniera indiana dobbiamo farlo là con loro, e vale
anche per il tamburo.
Max sembrava
ringiovanito, dall'alto dei suoi 37 anni era il più anziano,
o "saggio" come lo definirebbero i nostri fratelli. Forse
nemmeno lui si aspettava un viaggio così, mi riferisco
soprattutto a ciò che abbiamo vissuto la seconda settimana,
insieme ai miei amici Lakota di Rosebud. Comunque, quello
che abbiamo provato in quella casa, in quella stanza, noi e
i 4 amici di Venezia, lo terremo nei nostri cuori per
sempre, e Max è stato uno di quelli che questo momento lo ha
assimilato e vissuto meglio, insieme con l'arrivo alla
Sundance che ha suscitato in lui vera commozione, del resto
un conto e leggere la Sundance sui libri (a tal proposito
sconsiglio vivamente testi italiani in materia. Anche quest'anno
eravamo gli unici italiani a stare lì, e c'è gente che
scrive libri sulle Sundance dicendo che assistono tutti gli
anni. Anche quest'anno, DOVE STAVATE?????), un conto è
arrivare nel campo dove si svolge, sentire i tamburi suonati
da gente di tutte le età e vedere i danzatori.
A tal
proposito avrei da parlare ore ed ore della Sundance che
abbiamo visto, un pò mi ha deluso perchè sembra diventata
una cosa per turisti europei.
La terza sera
al campo, c'è stata una thunder storm. e vedere quei tuoni
che illuminavano a giorno è stato bellissimo per me che ho
sempre fatto tutto nel nome di Tashunka Witco, Cavallo
Pazzo, che era il figlio del tuono. Guardando i tuoni
all'orizzonte pensavo "Eccolo che arriva, ora piomberà sotto
forma di Falco Rosso dal cielo ci fulminerà tutti",
Vedere i
tramonti al campo, col sole che finiva dietro i pali dei
Tepee, sentire i tamburi, mangiare coi Lakota, scherzare con
loro, ascoltare i loro racconti, mi sono risentito di nuovo
a casa, per la seconda volta nella mia vita mi sono sentito
a casa. Per carità, io non sono uno di quelli che ha lo
spirito guida indiano o è stato indiano nell'altra vita o ha
un nome indiano o è stato autorizzato da un indiano a fare
cose ecc ecc, ma veramente mi sento a casa quando sto là con
loro e nessun problema della mia vita quotidiana può
raggiungermi.
La terza
mattina sono riuscito a pregare bene. Non basta avere una
gonna e due piume d'aquila in testa per definirsi un
danzatore del sole, ma comunque vanno apprezzati tutti
quelli che vi partecipano in armonia.
Il top del
viaggio è stato senza dubbio l'incontro con Florentine Blue
Thunder, mio amico dal 99, che ci ha riportato indietro di
150 anni, al periodo in cui si faceva la vera Danza del
Sole, nel Vero modo. Ho avuto l'onore insieme ai miei amici
di visitare il suo campo della Sundance, dove si svolge ogni
giugno da ben 83 anni. Ragazzi, quello è un vero posto
magico. Già all'arrivo siamo rimasti a bocca aperta, una
collina meravigliosa, con al centro il campo della danza. Il
silenzio più totale, giusto qualche capoccia dei cani della
prateria che ogni tanto sbucava per osservarci. Ma per il
resto, solo magia si respirava lì dentro.
Stare seduto
all'entrata ad Est, da solo, mi ha fatto capire tante cose,
aspettavo un segnale, il mio segnale, ed è arrivato
puntuale. Dall'alto Flo mi guardava, ed aveva capito anche
lui che il messaggio era arrivato dall'alto fino a me. Il
giorno dopo, sempre in quel campo dove troneggiava l'albero
della danza di giugno con ancora i nastri colorati
attaccati, abbiamo fatto una Inipi che rimarrà impressa a
molti di noi, ed a me in particolare in quanto Flo durante
la preghiera ha usato la mia Pipa e ha parlato del segnale
che avevo ricevuto, dandomi il benvenuto tra i prossimi
danzatori di giugno.
E la cosa per
me meravigliosa è che tutto ciò è successo mentre ero
insieme ai miei amici, del Sentiero Rosso, di Venezia, a mio
fratello Max e ad altri due lakota parenti di Flo. E quando
parlo di amici lo faccio con la consapevolezza del
significato vero di questa parola, amici di preghiera, amici
di sangue.
Già so che non
sarò solo l'anno prossimo, ma avrò dietro di me persone vere
che sapranno aiutarmi a danzare e pregare, questo è il
Sentiero Rosso, la via giusta, questo siete voi, e tutto ciò
è possibile solo ed esclusivamente grazie ai nostri fratelli
lakota che ci insegnano questa Via difficile, ma bellissima
e profonda.
Io mi incazzo
e lo farò sempre con chi cerca di speculare sulla loro
cultura e sulla loro spiritualità. I villaggi finti qui in
Italia non servono, le cerimonie finte fatte da italiani con
nomi indiani, non servono. Bastano pochi soldi per vivere
un'esperienza indelebile ed indimenticabile, don't pay to
pray ricordatevelo sempre.
Ometto di
parlarvi del nostro rientro e delle sensazioni provate
mentre dal Dakota guidavamo verso il Minnesota, da dove un
aereo crudele ci avrebbe estirpato dalla nostra casa per
riportarci qui, a ricominciare un anno fatto delle solite
tribolazioni, ma con la consapevolezza che anche questo
viaggio è andato bene, e che le cose si mettono sempre
meglio sia per loro che per noi. A novembre verrà Flo e sarà
un piacere farvelo conoscere, così potrete sentire da vicino
le sensazioni che vi trasmetterà una persona tradizionalista
e spirituale.
In
conclusione, spero di rendere giustizia al viaggio mettendo
immagini, filmati e tutto quello che posso, affinchè
possiate farvi un'idea di ciò che abbiamo vissuto quest'anno
noi 4. Se avete domande o curiosità e le volete approfondire
scrivetemi pure, sarà un vero piacere parlare di queste cose
con voi che mi siete vicini e che condividete con me la
grandezza di questo popolo che troppo presto il materialismo
occidentale ha dato per finito, loro non lo sono e non lo
saranno mai. Loro percorrono il Sentiero Rosso...........loro
sono il Sentiero Rosso.............
Grazie a Max,
a Franco, a Danilo, ai miei nuovi amici di Venezia, allo
splendido Florentine ed a tutte le persone incontrate
durante il viaggio con cui manterremo una buona amicizia, a
Wakan Tanka per la Pipa e per le emozioni che è riuscito a
donarci, grazie a tutti voi che mi state vicino sempre.
Alex
"Dopo aver
attraversato e visitato alcuni luoghi importanti e sacri,
siamo arrivati al campo dove si svolgeva la Sundance. Con la
macchina siamo arrivati vicinissimi all'Arbor, ma a causa
del condizionatore acceso non si sentiva nulla.
Appena ho
aperto lo sportello ho sentito quelle voci, quei canti, quei
tamburi ed ho visto quelle persone danzare. Mi sono messo a
correre e sono arrivato quasi a toccare i danzatori, ma, non
mi ero accorto che stavo piangendo. Sono rimasto impietrito
non so per quanto tempo, senza curarmi dei miei compagni di
viaggio. Il mio spirito è stato messo a dura prova da tutto
ciò, e, la sera, provavo un pò di malinconia quando la
cerimonia cessava.
Ogni mattina,
alle 4 in punto, venivamo svegliati dalla splendida voce di
Florentine; non era un brusco risveglio, anzi a me metteva
una tranquillità e una consapevolezza di trovarmi nel posto
più sacro del mondo."
Max
Sono
contento di poter raccontare questo viaggio per me
fantastico e sognato da tanto tempo anche se sarà difficile
esprimere tutto quello che ho visto, le cose che ho fatto e
quello che ho provato.
Il nostro
viaggio è stato diviso in due parti, la prima è stata quella
di visitare l’America on the road nei vari paesi, città,
parchi…e la seconda parte è stata quella spirituale, abbiamo
vissuto insieme ai nostri fratelli sulla loro Terra.
Nella
nostra prima parte abbiamo visitato luoghi sempre legati ai
nativi, la riserva dei brulè, quella dei crow in cui abbiamo
fatto felici i bambini dandogli dei semplici giocattoli,
siamo entrati nel consiglio tribale dei shoshoni, abbiamo
visitato luoghi come il Little Big Horn, le Badlands immense
sono salito su una piccola cima e guardandomi intorno non
c’erano altro che loro le Badlands cosi’ maestose, mi
sentivo piccolissimo davanti a quello spettacolo!
I primi
contatti con i veri nativi gli abbiamo avuti a Rapid City
siamo anche andati a casa di Gerald Black Helk, nipote di
Alce Nero, ma non era come me li aspettavo: molti sono
poveri e per di più gli danno giù con l’alcool. Da Rapid
City siamo entrati nelle foreste delle Black Hills, il
centro del mondo per i Lakota, e li abbiamo visto l’Harney
Peak un posto magico si sentiva nall’aria, il posto della
visione di Alce Nero. Qui all’Harney Peak siamo arrivati di
mattina presto e non c’era quasi nessuno e dentro mi sentivo
strano non so spiegare come ma quello è un posto magico, poi
abbiamo fumato la Pipa io, Alex, Max e Franco,è stato molto
bello, vi ripeto che quello è un posto magico si sentono gli
spiriti, io qui ho avuto un primo segno grazie a questo
posto e grazie al mio amico Alex, che ci siamo arrampicati
su una cima e sotto c’era un panorama fantastico è abbiamo
fatto una preghiera in lingua lakota ( lui l’ha fatta io
sentivo ) e appena finito si è alzato un grandissimo vento
un segnale di Wakan Tanka…
La nostra
prima parte è finita nel bellissimo parco di Yellowstone,
siamo stati immersi nella natura e a contatto con gli
animali liberi, abbiamo visto molti Tatanka un branco di
migliaia di esemplari proprio sul ciglio della strada. Da li
siamo partiti per il campo della Sun Dance a St. Francis nel
South Dakota.
Appena
entrati nel campo solo a vedere molti tepee e l’arbour della
danza ero molto emozionato ma in macchina con la musica non
sentivamo niente di quello che stava succedendo fuori, siamo
arrivati nel pomeriggio e c’era la danza in atto, siamo
scesi subito e come ho sentito i canti in Lakota e i tamburi
ero emozionatissimo poi ho visto dentro il campo i
danzatori, Duane Hallow Horn Bear e Uncle Albert White Hat i
capi della danza con i bastoni di medicina, un copricapo
vero con piume d’aquila mi sembrava di essere tornato
indietro e di trovarmi nel 1850 insieme a Cavallo Pazzo e
Toro Seduto e li mi sono commosso e ho pianto.
Nel
campo della danza ci siamo stati quattro giorni ma nel
frattempo ci siamo spostati là intorno, ho avuto l’onore di
conoscere Florentine Blue Thunder e ci ha fatto conoscere la
sua famiglia (molto numerosa). Ci ha portato nella sua Terra
Sacra immersa nelle colline, e sotto, il campo della Sun
Dance nato nel 1920 e anche qui si sentiva la presenza degli
spiriti e ho avuto voglia di danzare in quel campo.
In quel
campo abbiamo fatto una sweat lodge che non scorderò mai.
Uno
degli ultimi giorni siamo andati a trovare i nostri fratelli
morti al cimitero nella Sacra Collina di Wounded Knee e in
questo posto come nel campo di Duane e ancora di più nel
campo di Flo mi sentivo a casa mia, stavo in pace con me
stesso, con gli altri e con la natura, non mi sembravano
posti nuovi eppure questo è stato il primo viaggio e di
solito quando uno va in un posto nuovo è spaesato e quando
torna a casa tutto ok, invece per me è il contrario: quella
è casa mia, stavamo benissimo. Ora a Roma, che ci vivo da 19
anni, mi sento un estraneo, non è il mio posto.
Danilo
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