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Il viaggio è
andato come mai avrei sperato, non abbiamo mai avuto il
minimo problema, e siamo stati abbondantemente ricompensati
per le nostre scelte azzardate. La prima parte è stata molto
bella, abbiamo visto e vissuto posti bellissimi, abbiamo
avuto la possibilità di dormire in un ranch sul White River
la notte in cui una meravigliosa Thunder Storm ci
accompagnava, abbiamo vissuto in pieno le Badlands, Harney
Peak e tutte le Black Hills. A Rosebud siamo stati accolti
bene dalle persone che conoscevo, anche se quest'anno avevo
deciso di cambiare i programmi in corsa e di cercare altre
persone.
Lo Youth
Center di St. Francis procede alla grande, Travis mi ha
riconosciuto quando ancora ero in macchina. I lavori al
centro sono andati bene, ora è quasi completo e soprattutto
attrezzato per i 200 ragazzi che lo frequentano. Abbiamo
avuto la conferma visiva che nessuno ha mai venduto le cose
che abbiamo loro spedito, al contrario di quanto ci era
stato detto, e questo mi ha reso felice, soprattutto per i
ragazzi a cui sono andati i nostri aiuti.
Ma quest'anno,
invece di andare dalle persone che già conoscevamo e
frequentavamo, abbiamo deciso di azzardare e di trovare le
nostre verità, fatte di prove e non di parole, e abbiamo
puntato dritto verso Pine Ridge.
Ci siamo
spostati dentro Pine Ridge. Siamo stati accolti
meravigliosamente nel centro di Suanne Big Crow, e vedere i
filmati ha commosso un pò tutti.
Pine Ridge
l'ho trovata molto meglio, l'abbiamo vissuta in lungo ed in
largo, percorrendo strade sterrate immerse nella prateria
più incontaminata. A Wounded Knee siamo stati accolti con
molto rispetto, soprattutto nelle vicinanze del cimitero, ed
abbiamo incontrato alcune donne con cui abbiamo un amico in
comune.
Il viaggio ha
toccato molti luoghi meravigliosi, non siamo arrivati a
Yellowstone per motivi di tempo, ci siamo spinti fino a Cody
e poi siamo rientrati. Un altro viaggio avventura si è
concluso positivamente....
Alex
20 luglio
2006, il racconto di Francesca
....Allora mi sono detta:
vada come vada, comunque sia sarà una vacanza, un’esperienza
che arricchirà la mia vita.
E io sono tornata
“RICCHISSIMA”. Umanamente, spiritualmente. Mai avrei
pensato che quest’esperienza potesse darmi tante conferme e
certezze. E’ stato un viaggio, sotto certi aspetti,
sofferto, ma che ha lasciato un segno indelebile nel mio
cuore.
11 GIUGNO
2006:
ORE 8.00 FIUMICINO
Inizia l’avventura dei 12
viaggiatori, anzi 10, perché Lara e Marco avranno le loro
“vicissitudini” e si riuniranno a noi dopo 2 giorni.
Dopo un volo durato
un’eternità, finalmente arriviamo a Minneapolis e lì
prendiamo possesso di 2 fantastiche autovetture, l’altra la
prenderà poi Marco, e che diventeranno le nostre case
mobili……
Passiamo la 1^ notte a
Northfield e il giorno dopo iniziamo il nostro tour negli
States. La prima tappa è Pipestone, un posto fantastico dove
si estrae la catlinite, la pietra rossa per fare il fornello
delle pipe e che ti fa fare un tuffo nel passato. Che dire
poi del Circle Trail, il percorso più sacro per i nativi.
Qui le donne venivano a partorire e vi si celebravano le
sacre cerimonie e, sinceramente, ho potuto percepire il
respiro dei nostri fratelli sulla mia pelle. Probabilmente,
come ci hanno detto, verrà chiuso ai bianchi e, forse, noi
siamo stati gli ultimi fortunati a mettervi piede.
Il nostro viaggio prosegue
poi fino a Chamberlain, una ridente e graziosa cittadina sul
Missouri dove campeggiamo per due giorni. Nel frattempo
visitiamo l’Akta Lakota Museum e facciamo un giro
all’interno della Riserva dei Lower Brulé. Vedere e
camminare finalmente sull’erba della prateria mi ha
letteralmente catapultato ai tempi in cui i nostri fratelli
vivevano liberi e felici in quell’immensa distesa, quando
cacciavano i Tatanka senza preoccuparsi dell’uomo bianco che
di lì a poco sarebbe venuto a distruggere tutto. Ci sono
posti che mi hanno fatto venire i brividi, come quando
abbiamo attraversato le Badlands, un paesaggio che
descriverlo non gli renderebbe giustizia, ma dalle foto
potete farvene un’idea! Qui i colori creano un gioco di luci
che rendono il tutto surreale, ma è tutto realissimo. Così
pure vedere con i miei occhi la pista percorsa da Piede
Grosso e la sua tribù mentre, inconsapevoli, andavano
incontro alla morte. Li potevo vedere nel loro lento
peregrinare. Sarei potuta restare in contemplazione per
sempre, ma il viaggio deve proseguire. Ci sono ancora tante
miglia da fare, tanti posti da vedere, tante persone che ci
aspettano. Una di queste, però, non ci stava aspettando
affatto. Ma Travis, dello Youth Center a Saint Francis, è
felicissimo di rivedere Alex. Pensate che lo ha riconosciuto
quando eravamo ancora in macchina. Abbiamo così potuto
verificare personalmente che il Centro va avanti bene, anche
con il contributo di sentierorosso. La visita è breve ma
intensa, e andiamo via soddisfatti perché abbiamo potuto
cancellare i dubbi che avevamo. Valentine, dove abita Flo, è
stata poi una rivelazione. E io che me la immaginavo come
una landa sperduta e desolata in chissà quale parte del
Nebraska!!! Il nostro viaggio da qui prosegue fino ad
Interior per arrivare in un meraviglioso ranch sovrastante
il White River dove assistiamo ad una splendida Thunder
Storm. Avrei potuto librarmi nell’aria e lasciarmi
trasportare dal vento, ma se così avessi fatto, non avrei
potuto assaporare la “stradeliziosa” colazione preparataci
il mattino dopo da Amy, la gentilissima e graziosa ranchera.
Peccato!!! Siamo rimasti solo una notte. Ma il posto ci è
piaciuto veramente TANTO!!
Da lì riprendiamo la strada e
risaliamo di nuovo verso Wall. Attraversiamo le riserve di
Pine Ridge e Wounded Knee e, devo dire, che mi è sembrato di
rivivere alcune scene del film Thunder Heart. La visita al
cimitero di Wounded Knee per tutti noi, pur vivendolo ognuno
in modo soggettivo e personale, è stato un momento di
condivisione con i nostri fratelli rossi. Wounded Knee è
sicuramente la riserva più povera, infatti il nostro arrivo
non è passato inosservato e subito alcuni banchetti si sono
animati e l’artigianato locale è stato esposto, e noi siamo
stati ben felici di poter acquistare oggetti prodotti da
loro, sicuri che il nostro contributo serva ad aiutarli
anche se in piccolissima parte. Prima di dirigerci verso le
Black Hills passiamo a Pine Ridge a visitare il Centro di
Sue Anne Big Crow, una giovane Lakota, giocatrice di basket,
alla quale il Centro è dedicato. La Direttrice ci accoglie
molto bene e ci fa vedere un filmato molto commovente con
spezzoni di vita di Sue Anne, una combattente nata che ha
lasciato un grande vuoto ma anche una grande eredità ai suoi
giovani amici. Usciamo dal Centro commossi e un po’
frastornati: il filmato e quello che ci ha detto la
Direttrice ci hanno colpito al cuore. Rimaniamo un po’
fuori a guardare alcuni ragazzini che si cimentano con lo
skate e poi ripartiamo alla volta delle Paha Sapa. Decidiamo
di fermarci in un fantastico bungalow nei pressi dello
Sylvan Lake dove passiamo due giorni meravigliosi con tanto
di grigliata, immersione in vasca idromassaggio, nonché
megaconcerto di Marco. E’ sempre un piacere stare ad
ascoltarlo! Le Black Hills sono il PARADISO sulla terra. Non
trovo le parole adatte per descrivere questo luogo sacro da
cui, e non mi meraviglia affatto, ha avuto origine il popolo
Lakota. Vedere l’Harney Peak rispecchiarsi nelle acque del
lago è stato come vedere l’anima di quei posti, dove noi
siamo andati al mattino di buon’ora proprio per godere in
tutta integrità della loro bellezza e soprattutto del loro
silenzio per poter pregare e stare soli con noi stessi, e
sentirci al tempo stesso parte dell’Universo, fratelli e
sorelle di tutti gli esseri della terra. Se potessi
pianterei la mia tenda lì, sotto l’Harney Peak…. Il nostro
viaggio prosegue, passando bei momenti a Hill e a Custer. La
nostra meta successiva è la Devil’s Tower nel Wyoming.
Arriviamo sotto la grandiosa montagna verso le due del
pomeriggio e, dopo un fugace spuntino, decidiamo di partire
alla sua “ravvicinata” scoperta. Non potete nemmeno
immaginare l’enorme fascino che riesce a trasmettere questa
torre uscita dalle viscere della terra, che la leggenda
vuole essere all’origine della creazione della Costellazione
delle Pleiadi. Infatti si narra che su questa torre
cercassero la salvezza sette giovani fanciulle, inseguite da
un Grizzly di cui la montagna è piena di “unghiate”; qui
esse chiesero aiuto a Wakan Tanka che le salvò
trasformandole in stelle. Che fascino ha la Devil’s Tower,
di notte, alla luce della luna!!! Siamo stati ore a
guardarla finchè il fuoco che abbiamo acceso non si è spento
ed il sonno non ha avuto la meglio su di noi.
Questo viaggio, come ho
premesso all’inizio, si è svolto in modo un po’ particolare.
Nel senso che lo abbiamo preso così come è venuto, senza
programmare niente prima. Il percorso è venuto da sé, in
modo molto naturale e semplice. Fortunatamente il gruppo di
viaggiatori, benchè numeroso, non ha mai avuto problemi
quando si è trattato di fare delle scelte, il nostro cuore è
stato più forte di tutto. Ultima tappa Cody, una specie
di città dei balocchi, immersa in una natura meravigliosa,
cui siamo arrivati passando da Buffalo attraverso le Big
Horn Mountains. Qui l’ultima parte giocherellona del nostro
viaggio. Visitiamo il Museo di Buffalo Bill ed assistiamo,
in serata, ad un rodeo molto “freddoloso”!!! Con tanto di
coperte per ripararci dal vento gelido che arriva dallo
Yellowstone. Il rientro in Italia ci ha
fuso un po’ tutti. La stanchezza si è fatta sentire e ancora
c’è chi non ha recuperato le ore di sonno perso.
Personalmente devo
ringraziare uno a uno tutti i ragazzi del gruppo di giugno
per essere così come sono, a partire dalle due piccoline, le
babies Elena e Manuela, che non hanno mai avuto un attimo di
cedimento nonostante i tanti km e le figure da mosambro….
Cocococo…
Un
Bacione a voi tutti, donne e guerrieri, di questa fantastica
tribù.
Ma lasciate che il mio ultimo
pensiero da “mamma” vada al piccolo Hopan che è laggiù,
nella terra dei padri, e con il quale sono, con la mente e
con il cuore, in ogni istante, a ripercorrere tutte le tappe
del nostro viaggio.
LE FOTO DI
STEFI


















Ed
eccoci allo Youth Center di St. Francis.
I
lavori di ristrutturazione sono quasi terminati, ed il
centro si presente molto meglio di un anno fa. Hanno
ricevuto molti aiuti, da tutto il mondo, ma gli aiuti più
numerosi sono stati i nostri, per la grande contentezza di
tutta la comunità di St. Francis la quale ci ha accolti nel
migliore dei modi.







Ed
ecco lo storico fiume White River, all'interno delle
Badlands, vicino al passo dello Stronghold

















Il
centro di Suanne Big Crow































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Ed
ora qualche foto scattate da baby Elena










































































immagini
indiani d'america foto indiani americani
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