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VIAGGIO NELLE RISERVE DEGLI INDIANI D'AMERICA - GIUGNO 2006 -

 

Il viaggio è andato come mai avrei sperato, non abbiamo mai avuto il minimo problema, e siamo stati abbondantemente ricompensati per le nostre scelte azzardate. La prima parte è stata molto bella, abbiamo visto e vissuto posti bellissimi, abbiamo avuto la possibilità di dormire in un ranch sul White River la notte in cui una meravigliosa Thunder Storm ci accompagnava, abbiamo vissuto in pieno le Badlands, Harney Peak e tutte le Black Hills. A Rosebud siamo stati accolti bene dalle persone che conoscevo, anche se quest'anno avevo deciso di cambiare i programmi in corsa e di cercare altre persone.

Lo Youth Center di St. Francis procede alla grande, Travis mi ha riconosciuto quando ancora ero in macchina. I lavori al centro sono andati bene, ora è quasi completo e soprattutto attrezzato per i 200 ragazzi che lo frequentano. Abbiamo avuto la conferma visiva che nessuno ha mai venduto le cose che abbiamo loro spedito, al contrario di quanto ci era stato detto, e questo mi ha reso felice, soprattutto per i ragazzi a cui sono andati i nostri aiuti.

Ma quest'anno, invece di andare dalle persone che già conoscevamo e frequentavamo, abbiamo deciso di azzardare e di trovare le nostre verità, fatte di prove e non di parole, e abbiamo puntato dritto verso Pine Ridge.

 Ci siamo spostati dentro Pine Ridge. Siamo stati accolti meravigliosamente nel centro di Suanne Big Crow, e vedere i filmati ha commosso un pò tutti.

Pine Ridge l'ho trovata molto meglio, l'abbiamo vissuta in lungo ed in largo, percorrendo strade sterrate immerse nella prateria più incontaminata. A Wounded Knee siamo stati accolti con molto rispetto, soprattutto nelle vicinanze del cimitero, ed abbiamo incontrato alcune donne con cui abbiamo un amico in comune.

Il viaggio ha toccato molti luoghi meravigliosi, non siamo arrivati a Yellowstone per motivi di tempo, ci siamo spinti fino a Cody e poi siamo rientrati. Un altro viaggio avventura si è concluso positivamente....

Alex

20 luglio 2006, il racconto di Francesca

....Allora mi sono detta: vada come vada, comunque sia sarà una vacanza, un’esperienza che arricchirà la mia vita.

E io sono tornata “RICCHISSIMA”. Umanamente, spiritualmente. Mai avrei pensato che quest’esperienza potesse darmi tante conferme e certezze. E’ stato un viaggio, sotto certi aspetti, sofferto, ma che ha lasciato un segno indelebile nel mio cuore.

 

11 GIUGNO 2006: ORE 8.00 FIUMICINO

Inizia l’avventura dei 12 viaggiatori, anzi 10, perché Lara e Marco avranno le loro “vicissitudini” e si riuniranno a noi dopo 2 giorni.

Dopo un volo durato un’eternità, finalmente arriviamo a Minneapolis e lì prendiamo possesso di 2 fantastiche autovetture, l’altra la prenderà poi Marco, e che diventeranno le nostre case mobili……

Passiamo la 1^ notte a Northfield e il giorno dopo iniziamo il nostro tour negli States. La prima tappa è Pipestone, un posto fantastico dove si estrae la catlinite, la pietra rossa per fare il fornello delle pipe e che ti fa fare un tuffo nel passato. Che dire poi del Circle Trail, il percorso più sacro per i nativi. Qui le donne venivano a partorire e vi si celebravano le sacre cerimonie e, sinceramente, ho potuto percepire il respiro dei nostri fratelli sulla mia pelle. Probabilmente, come ci hanno detto, verrà chiuso ai bianchi e, forse, noi siamo stati gli ultimi fortunati a mettervi piede.

Il nostro viaggio prosegue poi fino a Chamberlain, una ridente e graziosa cittadina sul Missouri dove campeggiamo per due giorni. Nel frattempo visitiamo l’Akta Lakota Museum e facciamo un giro all’interno della Riserva dei Lower Brulé. Vedere e camminare finalmente sull’erba della prateria mi ha letteralmente catapultato ai tempi in cui i nostri fratelli vivevano liberi e felici in quell’immensa distesa, quando cacciavano i Tatanka senza preoccuparsi dell’uomo bianco che di lì a poco sarebbe venuto a distruggere tutto. Ci sono posti che mi hanno fatto venire i brividi, come quando abbiamo attraversato le Badlands, un paesaggio che descriverlo non gli renderebbe giustizia, ma dalle foto potete farvene un’idea! Qui i colori creano un gioco di luci che rendono il tutto surreale, ma è tutto realissimo. Così pure vedere con i miei occhi la pista percorsa da Piede Grosso e la sua tribù mentre, inconsapevoli, andavano incontro alla morte. Li potevo vedere nel loro lento peregrinare. Sarei potuta restare in contemplazione per sempre, ma il viaggio deve proseguire. Ci sono ancora tante miglia da fare, tanti posti da vedere, tante persone che ci aspettano. Una di queste, però, non ci stava aspettando affatto. Ma Travis, dello Youth Center a Saint Francis, è felicissimo di rivedere Alex. Pensate che lo ha riconosciuto quando eravamo ancora in macchina. Abbiamo così potuto verificare personalmente che il Centro va avanti bene, anche con il contributo di sentierorosso. La visita è breve ma intensa, e andiamo via soddisfatti perché abbiamo potuto cancellare i dubbi che avevamo. Valentine, dove abita Flo, è stata poi una rivelazione. E io che me la immaginavo come una landa sperduta e desolata in chissà quale parte del Nebraska!!! Il nostro viaggio da qui prosegue fino ad Interior per arrivare in un meraviglioso ranch sovrastante il White River dove assistiamo ad una splendida Thunder Storm. Avrei potuto librarmi nell’aria e lasciarmi trasportare dal vento, ma se così avessi fatto, non avrei potuto assaporare la “stradeliziosa” colazione preparataci il mattino dopo da Amy, la gentilissima e graziosa ranchera. Peccato!!! Siamo rimasti solo una notte. Ma il posto ci è piaciuto veramente TANTO!!

Da lì riprendiamo la strada e risaliamo di nuovo verso Wall. Attraversiamo le riserve di Pine Ridge e Wounded Knee e, devo dire, che mi è sembrato di rivivere alcune scene del film Thunder Heart. La visita al cimitero di Wounded Knee per tutti noi, pur vivendolo ognuno in modo soggettivo e personale, è stato un momento di condivisione con i nostri fratelli rossi. Wounded Knee è sicuramente la riserva più povera, infatti il nostro arrivo non è passato inosservato e subito alcuni banchetti si sono animati e l’artigianato locale è stato esposto, e noi siamo stati ben felici di poter acquistare oggetti prodotti da loro, sicuri che il nostro contributo serva ad aiutarli anche se in piccolissima parte. Prima di dirigerci verso le Black Hills passiamo a Pine Ridge a visitare il Centro di Sue Anne Big Crow, una giovane Lakota, giocatrice di basket, alla quale il Centro è dedicato. La Direttrice ci accoglie molto bene e ci fa vedere un filmato molto commovente con spezzoni di vita di Sue Anne, una combattente nata che ha lasciato un grande vuoto ma anche una grande eredità ai suoi giovani amici. Usciamo dal Centro commossi e un po’ frastornati: il filmato e quello che ci ha detto la Direttrice ci hanno colpito al cuore. Rimaniamo  un po’ fuori a guardare alcuni ragazzini che si cimentano con lo skate e poi ripartiamo alla volta delle Paha Sapa. Decidiamo di fermarci in un fantastico bungalow nei pressi dello Sylvan Lake dove passiamo due giorni meravigliosi con tanto di grigliata, immersione in vasca idromassaggio, nonché megaconcerto di Marco. E’ sempre un piacere stare ad ascoltarlo! Le Black Hills sono il PARADISO sulla terra. Non trovo le parole adatte per descrivere questo luogo sacro da cui, e non mi meraviglia affatto, ha avuto origine il popolo Lakota. Vedere l’Harney Peak rispecchiarsi nelle acque del lago è stato come vedere l’anima di quei posti, dove noi siamo andati al mattino di buon’ora proprio per godere in tutta integrità della loro bellezza e soprattutto del loro silenzio per poter pregare e stare soli con noi stessi, e sentirci al tempo stesso parte dell’Universo, fratelli e sorelle di tutti gli esseri della terra. Se potessi pianterei la mia tenda lì,  sotto l’Harney Peak…. Il nostro viaggio prosegue, passando bei momenti a Hill e a Custer. La nostra meta successiva è la Devil’s Tower nel Wyoming. Arriviamo sotto la grandiosa montagna verso le due del pomeriggio e, dopo un fugace spuntino, decidiamo di partire alla sua “ravvicinata” scoperta. Non potete nemmeno immaginare l’enorme fascino che riesce a trasmettere questa torre uscita dalle viscere della terra, che la leggenda vuole essere all’origine della creazione della Costellazione delle Pleiadi. Infatti si narra che su questa torre cercassero la salvezza sette giovani fanciulle, inseguite da un Grizzly di cui la montagna è piena di “unghiate”; qui esse chiesero aiuto a Wakan Tanka che le salvò trasformandole in stelle. Che fascino ha  la Devil’s Tower, di notte, alla luce della luna!!! Siamo stati ore a guardarla finchè il fuoco che abbiamo acceso non si è spento ed il sonno non ha avuto la meglio su di noi.

Questo viaggio, come ho premesso all’inizio, si è svolto in modo un po’ particolare. Nel senso che lo abbiamo preso così come è venuto, senza programmare niente prima. Il percorso è venuto da sé, in modo molto naturale e semplice. Fortunatamente il gruppo di viaggiatori, benchè numeroso, non ha mai avuto problemi quando si è trattato di fare delle scelte, il nostro cuore è stato più forte di tutto.  Ultima tappa Cody, una specie di città dei balocchi, immersa in una natura meravigliosa, cui siamo arrivati passando da Buffalo attraverso le Big Horn Mountains. Qui l’ultima parte giocherellona del  nostro viaggio. Visitiamo il Museo di Buffalo Bill ed assistiamo, in serata, ad un rodeo molto “freddoloso”!!! Con tanto di coperte per ripararci dal vento gelido che arriva dallo Yellowstone.  Il rientro in Italia ci ha fuso un po’ tutti. La stanchezza si è fatta sentire e ancora c’è chi non ha recuperato le ore di sonno perso.

Personalmente devo ringraziare uno a uno tutti i ragazzi del gruppo di giugno per essere così come sono, a partire dalle due piccoline, le babies Elena e Manuela, che non hanno mai avuto un attimo di cedimento nonostante i tanti km e le figure da mosambro…. Cocococo…

Un Bacione a voi tutti, donne e guerrieri, di questa fantastica tribù.

Ma lasciate che il mio ultimo pensiero da “mamma” vada al piccolo Hopan che è laggiù, nella terra dei padri, e con il quale sono, con la mente e con il cuore, in ogni istante, a ripercorrere tutte le tappe del nostro viaggio.

 

LE FOTO DI STEFI

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Ed eccoci allo Youth Center di St. Francis.

I lavori di ristrutturazione sono quasi terminati, ed il centro si presente molto meglio di un anno fa. Hanno ricevuto molti aiuti, da tutto il mondo, ma gli aiuti più numerosi sono stati i nostri, per la grande contentezza di tutta la comunità di St. Francis la quale ci ha accolti nel migliore dei modi.

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Ed ecco lo storico fiume White River, all'interno delle Badlands, vicino al passo dello Stronghold

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Il centro di Suanne Big Crow


 

 



 

Ed ora qualche foto scattate da baby Elena

 

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