|
by Nuvolarosa
Dal Grand Canyon
una simbolica rinascita
Le leggende
Hopi sono legate ai cataclismi che hanno portato alla formazione
delle mura del grand Canyon. Si racconta degli inizi della vita
sulla terra e di come l’uomo avesse smarrito le leggi del Creatore.
L’umanità venne punita 3 volte, la prima dal fuoco, poi dal ghiaccio
e infine dalle inondazioni.
Solo una minoranza riuscì a sopravvivere per poi emergere
dall’oscurità e arrivare nel Quarto Mondo.
Nel Grand Canyon gli Hopi riconoscono questo simbolico rifugio, il
punto dal quale l’umanità cominciò le migrazioni in cerca delle loro
terre predestinate.

Il lago sacro
Per 700 anni la quiete del Blue Lake nella catena montuosa del
Sangre de Cristo in New Mexico è stata interrotta solo dagli Indiani
Taos e dal loro culto per gli “Spiriti del Dio Indiano” sulle rive
del lago.
Nel 1906 il governo si impadronì dell’area, chiuse i sentieri e
tolse gli accampamenti.
Da allora gli Indiani hanno provato a riconquistare il loro posto
sacro.
“Il Lago è la nostra Chiesa, la montagna il nostro tabernacolo. I
sempreverdi sono i nostri Santi viventi… ci danno da mangiare, da
bere, forza fisica e conoscenza.”
Nel Dicembre 1970, gli USA hanno restituito il lago e 48.000 Acri di
terra agli originari custodi.
.JPG)
Le colline del tuono
L’Uccello del tuono spiega le sue spaventose ali al di sopra delle
Black Hillls e la voce del Grande Spirito risuona attraverso i
cieli.
Dalle pianure del Sud Dakota e del Wyoming, gli Indiani hanno sempre
guardato con rispetto alle Black Hills perché sopra di esse ci sono
forze molto potenti.
Essi credono che il Grande Spirito abiti lungo i suoi versanti
scuriti dagli alberi e che le sue lacrime riempiano le fonti con
un’acqua curativa. Ma le loro leggende raccontano anche degli
spiriti malvagi che talvolta si nascondono tra le rocce.

I
Pilastri Guardiani
In una remota
gola del Grand Canyon gli Indiani havasupai trovarono rifugio nel
12esimo secolo.
Sopra di loro si affacciavano 2 massicci Pilastri che la tribù
considerava spiriti protettori.
Attraverso i secoli i Pilastri hanno salvaguardato la loro
terra.”Loro permettono alle nostre piante di crescere” dicono gli
Havasupai “e hanno salvato la terra”:un’inondazione spazzò via tutta
l’attrezzatura che sarebbe servita per costruire una linea elettrica
in quella zona.

Gli antichi morivano in una collinetta erbosa
Con il suo lussureggiante tappeto erboso costellato da giovani
alberi, questa collinetta si mescola in modo discreto con la parte
abitata del Sud dell’Ohio. Ma questa è di fatto una collinetta di
morte.
Qui, vicino a Miamisburg e in molte altre parti del Midwest e del
Sud, in passato gli Indiani costruirono queste collinette come
luoghi di sepoltura.
Questa è la più grande con i suoi 68 piedi di altezza. Qualche volta
gli indiani cremavano i defunti, alre volte li lasciavano esposti
agli uccelli. Dopodiché quello che rimaneva dello scheletro veniva
portato in cima alla collina.
Circondati dai loro averi che erano spesso fatti di rari materiali -
quarzo, conchiglie,perle, denti di alligatore- i morti venivano
coperti con della terra per diventare poi la base per altre
sepolture.
La collina di Miamisburg risale alla cultura Adena che fiorì 2000
anni fa.

Dove la preghiera dell’uomo sale e gli spiriti scendono
Nel Nord dell’Arizona, si elevano le cime del San Francisco, coperte
di neve anche in estate e ricche di alberi, piante selvatiche e
torrenti.
Per i Navajo e gli altri Indiani della regione, le cime sono sacre.
Per gli Hopi che guardavano in quella direzione per chiedere la
pioggia alla fine di un inverno secco, queste montagne sono un posto
di particolare rispetto: esse sono la casa dei “Kachinas”, le forze
spirituali dell’universo.
A Febbraio, i Kachinas scendono dalle cime per andare nei villaggi e
aiutare a portare la pioggia.
Essi non possono essere visti, ma durante le cerimonie, gli Indiani
credono che i Kachinas entrino nei danzatori dando alle loro
maschere un potere spirituale.
In Luglio, i Kachinas partecipano alla conclusione delle cerimonie,
prima di fare ritorno sulle vette dei monti, lasciando gli Hopi a
raccogliere il raccolto nei loro campi

|