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i sioux santee

I SIOUX SANTEE
I Santee conosciuti anche come Dakota o sioux dell’ est, che si suddividevano in altri quattro gruppi, gli Mdewanton, Whapeton, Sisseton, Whapekute, stanziavano sui territori dell’ attuale Minnesota.
Poco prima della guerra di secessione (1861 – 1865), videro popolare i loro territori di coloni bianchi in cerca di fortuna, al punto di dover cedere quasi completamente le loro terre.
I bianchi maestri nel confondere le idee, con i loro trattati che ogni volta andavo a loro favore riuscirono a confinare i Santee lungo il fiume Minnesota.
Ridotti alla fame, a causa delle continue ritorsioni ricevute dai bianchi che non mantenevano gli accordi presi, i Santee si videro costretti alla ribellione.
In uno dei tanti falsi incontri tra i Santee gli agenti governativi e i mercanti, uno dei mercanti affermò: “Se sono affamati, possono mangiare l’erba o la loro stessa merda”.
Quella fu la goccia che fece traboccare il vaso; un gruppo di giovani guerrieri uccisero alcuni coloni e il capo TA - OYA – DUTA, Piccolo Corvo, inviò messaggeri per chiedere aiuto ai Sisseton e ai Wahpeton, invitandoli a combattere contro gli invasori.
Il 18 agosto 1862 i Santee sferrarono il loro primo pesante attacco, assalirono stazioni, diligenze e centri commerciali, uccidendo circa 400 uomini bianchi, non mancò all’appello il commerciante che aveva disprezzato tanto i Santee con quella frase; venne trovato morto con la bocca piena d’erba.
Nei giorni seguenti i scontri divennero ancora più violenti, persero la vita circa 650 civili bianchi e molti vennero catturati, decine di soldati morirono nei combattimenti.
Piccolo Corvo, con l’aiuto di dei gruppi Wabasha, Mankato, e Wanditanka, decise di attaccare Fort Ridgely, dove più di 150 soldati e molti coloni in cerca di protezione avevano trovato rifugio.
Il 20 agosto alle prime luci del mattino venne lanciato l’attacco, il forte rispose con tre cannoni e nonostante circa 400 guerrieri tentarono più volte di impadronirsi del forte, l’ artiglieria dell’esercito riuscì a tenere a distanza i guerrieri.
Il 22 agosto, raggruppati altri guerrieri sisseton e wahpeton venne lanciato il secondo attacco. In un primo momento i guerrieri riuscirono a penetrare fin dentro le stalle del forte appiccando il fuoco ai tetti degli edifici interni e riuscendo in parte a prendere possesso di alcune postazione.
Ma l’artiglieria in quel caso fece la differenza, permise ai soldati con le loro mitraglie di disperdere i guerrieri facendo molte vittime tra di essi. I Santee nonostante le ingenti perdite, il giorno seguente attaccarono la cittadina di New Ulm, dopo violentissimi scontri e dopo aver ucciso un centinaio di residenti e avere perso nuovamente parecchi guerrieri, si ritirarono alla fine della giornata.
Il governo visti i numerosi scontri, incaricò il generale Henry Sibley con una guarnigione di 1500 soldati, di porre fine al problema indiano.
Il generale era già noto agli indiani che lo chiamavano “Astuto Commerciante,” visto che con una manovra da grande economista era riuscito a rubare i soldi destinati ai Santee promessi dal governo come impegno preso riguardo ai trattati firmati dalle due parti.
Il 18 settembre con circa 1500 uomini e due bocche da fuoco, Sibley mosse contro il grosso dei Santee stanziati presso lo Yellow Medicine River.
Piccolo corvo abile capo di guerra, escogitò un piano per circondare la colonna di soldati che avanzava.
Scelto un luogo favorevole, aspettò il soldati in una profonda vallata che ai suoi lati aveva fittissime abetaie, favorendo in tal modo i guerrieri a disperdersi nel caso fosse intervenuta l’artiglieria dei soldati.
Astutamente Piccolo corvo invio un piccolo gruppo di guerrieri ad attaccare frontalmente gli esploratori che precedevano la colonna dei soldati, mentre il grosso dei guerrieri si appostava tranquillamente ai fianchi della vallata.
Il 23 settembre come Piccolo Corvo aveva previsto, l’avanguardia militare si precipitò a soccorrere gli esploratori in difficoltà e in quel momento i guerrieri dai fianchi sferrarono un micidiale attacco.
Colti di sorpresa, i soldati in un primo momento subirono pesanti perdite, poi grazie all’armamento nettamente superiore ai Santee, riuscirono a ricompattarsi e a difendersi con la loro micidiale artiglieria.
I Sante nonostante il loro grande coraggio, non poterono nulla contro l’artiglieria che riuscì a disperderli.
Molti sopravvissuti agli scontri si rifugiarono compreso Piccolo Corvo in Canada, mentre altri si arresero e si consegnarono all’esercito.
Dei circa 2.000 indiani che si arresero 600 furono considerati prigionieri di guerra e la corte marziale ne condannò 303 all’impicaggione.
Dopo che il presidente Abraham Lincoln aveva provveduto a far riesaminare gli atti processuali, la sentenza venne commutata, il 26 dicembre 1862 avvenne la più grande esecuzione di massa della storia americana: 38 Santee vennero impiccati contemporaneamente.
Piccolo corvo morì nel luglio dell’anno successivo, durante il rientro in Minnesota venne sorpreso dai coloni che lo fucilarono, presero il suo scalpo che valeva ben “25 dollari”.
La modesta resistenza indiana venne infine liquidata nel corso dell’anno seguente, e dei 1300 Santee rinchiusi in una riserva sul fiume Missouri poco più di 800 sopravvisse al primo inverno.

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