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Diabete: il maggior problema di salute dei
nativi americani
by LAURA Z
Il Diabete Mellito è una delle malattie metaboliche più diffuse ed è
caratterizzata da un aumento della concentrazione di glucosio nel
sangue: responsabile di questo fenomeno è un difetto relativo o
assoluto di insulina, ormone prodotto dal pancreas, indispensabile
per il metabolismo degli zuccheri. Il Diabete può essere di tipo 1 o
di tipo 2.
La diffusione del diabete di tipo 2 tra i nativi americani è
cresciuta drammaticamente negli ultimi anni: sebbene molti fattori
abbiano contribuito a questo aumento, studi recenti indicano che vi
sia soprattutto la tendenza, tra i nativi, ad allontanarsi dagli
stili di vita tradizionali, favorendo quelli meno salutari, come
l’assunzione di grandi quantità di cibo e la riduzione dell’attività
fisica.
I casi di diabete sono più alti tra gli indiani non di sangue misto,
come si è osservato dapprima negli indiani Choctaw e,
successivamente, in altre tribù. La diffusione di diabete negli
indiani Pima dell’Arizona è la più alta in assoluto con circa il 50%
di malati tra i 30 e i 64 anni di età.
La prevalenza di tipo 2 nella popolazione nativa in generale, si
riscontra nel 12.2 % di coloro con più di 19 anni di età.
La diffusione varia non solo in base all’età, ma anche in base al
territorio:
12.7% tra le tribù delle pianure, 10.5% tra le tribù del sud-ovest,
9.3% tra le tribù delle regioni boschive, 4.5% in quelle che vivono
sulle coste del Pacifico.
Le complicanze del diabete sono:
- malattie cardiovascolari;
- retinopatia diabetica, con perdita della vista;
- neuropatia diabetica, con mancanza di sensibilità e dolore agli
arti e, nei casi più gravi, anche amputazione (che tra i nativi è di
4 volte maggiore che nella popolazione generale);
- complicanze in gravidanza;
- piede diabetico.
L’obesità è il maggior fattore a rischio per il diabete, e si
riscontra maggiormente tra le popolazioni che hanno adottato stili
di vita moderni a scapito di quelli tradizionali: i Pima sopra
menzionati, che hanno privilegiato una dieta “anglo”, hanno tre
volte il maggior rischio di ammalarsi di diabete, superati i 6 anni,
dei loro coetanei che seguono una dieta tradizionale. Tale dieta, in
linea con la struttura genetica dei nativi, favorisce l’assunzione
di carne, in particolare quella di bisonte, e di piatti a base di
mais. Inoltre, la possibilità di produrre cibo nei propri terreni,
dentro le riserve, e venderlo, dona un forte senso di orgoglio verso
quella cultura passata, un fattore non da sottovalutare per le
giovani generazioni indiane.
In circostanze ideali, i nativi americani riescono a tenere sotto
controllo la malattia monitorandola di frequente nei centri
specializzati: considerando che i malati di diabete hanno, in
genere, diversi disturbi correlati, essi vengono gestiti e
monitorati da professionisti altamente qualificati e preparati sulle
ultime cure.
(Fonte: American Diabet Association)
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