Battaglia del 17
marzo 1876
Nel gennaio 1876
l’ultimatum del governo americano agli indiani del Powder perché
si presentassero presso la grande riserva Sioux, non ebbe
effetto e l’esercito americano decise di intervenire contro i
cosiddetti indiani “ostili”. La prima colonna pronta a partire
fu quella guidata dal generale Crook composta di 30 ufficiali e
662 soldati, in massima parte del 2° e 3° Cavalleria.
Il primo marzo Crook si avviò da Fort Fetterman, la sua base
operativa, in direzione della regione del Powder, dove presumeva
che fosse il grosso degli indiani. Il 15 marzo, dopo alcuni
giorni di durissima marcia nella neve, gli scout di Crook
segnalarono la presenza di indiani. Gli esploratori gli
riferirono che i campi indiani erano a non più di tre giorni di
marcia.
Crook, allora,
divise in due la colonna assegnando al colonnello Joseph
Reynolds 374 uomini, con l’ordine di seguire le tracce, arrivare
al villaggio indiano, attaccarlo e distruggerlo. L’ordine era
insensato, perché non c’era ragionedi dividere la colonna e 374
soldati rischiavano di trovare un nemico molto più forte.
Probabilmente, con
questa scelta Crook voleva dare a Reynolds la possibilità di
riscattarsi agli occhi dell’esercito, perché durante la sua
ultima permanenza nel Texas, era stato coinvolto in un grave
scandalo per corruzione. Alle cinque pomeridiane del 16 marzo la
colonna di Reynolds iniziò la marcia verso il Powder e alle
prime luci del giorno seguente giunse in vista del villaggio
indiano.
Frank Grouard, uno
degli scout di Reynolds, avvisò il comandante di aver visto nel
campo alcuni cavalli di Cavallo Pazzo, ma in realtà il villaggio
comprendeva varie bande Cheyenne con in più la piccola banda di
Sunka Bloka, “Cane Maschio”, amico e compagno di Cavallo Pazzo,
che aveva deciso di andare verso le agenzie del Nebraska a
commerciare.
Il capo principale
del campo era Vecchio Orso e nessuno dei presenti aveva
intenzione di compiere atti ostili. Anzi, la maggior parte degli
Cheyenne era diretta proprio verso le agenzie del Nebraska, come
ordinava l’ultimatum del governo. Nonostante avessero molte
pattuglie di vedetta, gli indiani furono colti di sorpresa
dall’attacco di Reynolds e costretti ad abbandonare il campo,
senza però subire perdite, tranne un’anziana donna che non poté
essere portata via.
Durante le prime
fasi concitate dell’assalto, gli Cheyenne persero tutti i loro
cavalli, che furono catturati dai soldati, ma i guerrieri
riuscirono ugualmente a fermare l’inseguimento del nemico
combattendo a piedi, ingaggiando furiosi corpo a corpo e
costringendolo a rimanere dentro il perimetro del villaggio. Gli
indiani s’erano appostati sulle colline e Reynolds si rese conto
che non era possibile inseguirli.
Fra l’altro, i
soldati avevano dato mano a quasi tutte le munizioni e la neve
alta bloccava i cavalli, impedendo di fatto qualsiasi movimento.
Circa a metà giornata il colonnello diede ordine di bruciare il
villaggio e i soldati appiccarono il fuoco a 105 tende con tutto
il loro prezioso contenuto, compreso il cibo e le pelli conciate
che potevano essere utilizzati anche dalla colonna di Crook a
corto di rifornimenti.
Poi, i soldati si
ritirarono abbandonando nella neve, insepolti 4 caduti e persino
un ferito, il soldato Lawrence Ayers, del 3° Cavalleria,
compagnia M, che in seguito, quando gli indiani ritornarono per
cercare di recuperare i loro averi, fu ucciso e fatto a pezzi.
La notte seguente, i soldati si accamparono in un luogo
riparato, ma trascurarono di mettere sentinelle a guardia della
mandria catturata. A notte fonda un gruppo di guerrieri che
aveva seguito la colonna con questa precisa intenzione, portò
via tutti i cavalli, ridando speranza alle centinaia di persone
che avevano passato la notte al freddo delle colline.
I soldati non si
accorsero di nulla e solo la mattina presero atto che la mandria
si era volatilizzata. Il 18 marzo Reynolds si ricongiunse con
Crook; il generale appresi i dettagli della spedizione, deferì
il suo inetto e sfortunato subordinato alla corte marziale. I
soldati di Crook ritornarono alle posizioni di partenza,
percorrendo penosamente la pista fra la neve alta, nella morsa
d’una temperatura polare. La spedizione invernale del Powder
terminò ingloriosamente e Reynolds fu punito con un anno di
sospensione dal servizio.
Gli indiani,
invece, riuscirono a raggiungere il campo di Cavallo Pazzo e
Toro Seduto, che li accolsero con amicizia e li dotarono di
tende nuove e di cibo per superare la crisi. Gli Cheyenne
raccontarono l’attacco subito, l’incendio del campo e
rafforzarono, negli indiani ancora liberi, il proponimento di
una sempre più ferma resistenza contro i soldati invasori. Il
fallimento della campagna del Powder è da imputare
essenzialmente alla scarsa chiarezza della strategia di Crook,
ai suoi ordini sbagliati e alla scelta, ugualmente errata, del
comandante del gruppo di assalto inviato contro il villaggio
indiano.