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By KIMIMILA-To
Il Peyote è un piccolo cactus carnoso
senza spine che cresce nei deserti rocciosi e tra i monti del
Messico settentrionale, le cui potenti proprietà allucinogene erano
note agli Atzechi che ne facevano largo uso in molte cerimonie, la
descrizione botanica risale al 1845 classificandolo come
Echinocactus Williamisii e in seguito Anhoalonium Lewini,
appartenente al genere Lophaphora delle Cactacee. Di colore
blu-verde scuro, bianco o rosato e di forma globulare cresce nelle
regioni semi-desertiche del nord e del centro del Messico, e nel
sud degli Stati Uniti. Essendo un cactus, cresce senza difficoltà
anche in ambienti molto caldi necessita di pochissima acqua e di un
apporto minimo di elementi nutritivi. Nella prima fase della vita il
peyote è coperto di piccole spine che vengono progressivamente
sostituite da prolungamenti lanosi. I fiori sono generalmente simili
a piccole margherite di color bianco-pallido o rosaceo.

Nel suo stato naturale il peyote
raramente affiora dal terreno per più di 2-3 cm., la radice della
pianta è interrata (fino ad una profondità di 20 - 25 cm.). La parte
che fuoriesce dal terreno (comunemente detta 'boton') è quella che
viene tagliata e consumata sia fresca che disseccata. Le prime
notizie della sua esistenza furono date da cronisti spagnoli nel XVI
secolo che ne parlano come di una pianta dalle proprietà diaboliche,
poi il medico reale Francisco Hérnandez ne studiò le proprietà e lo
classificò come pianta medicamentosa chiamandolo Peyotl Zacatencis,
ma il Vicere di Spagna tentò di estirparne l'uso religioso tra gli
Atzechi e gli altri indigeni proibendolo con scarsi risultati e le
cerimonie del peyote sono sopravvissute ad ogni persecuzione.
Infatti i tentativi protratti, ed estremamente violenti, di
estirparne il consumo fallirono, al punto che il suo uso finì per
estendersi dal sud del Messico, attraverso il nord America, alle
pianure centro-occidentali del continente fino al Canada. Ma non più
di 150 anni fa il consumo di peyote negli Stati Uniti poteva essere
punito con l'impiccagione. Comunque anch'esso è stato cristianizzato
presso gli indigeni della Sierra convertiti ed è divenuto Santo Nino
del Peyotl, ma rimane la sua antica origine mitologica come Juculì,
la pianta che il Padre Sole Ono Rugame ha lasciato agli uomini per
curare i loro mali quando abbandonò la terra ed è l'unico mezzo per
comunicare direttamente con le divinità e gli spiriti.

La risposta agli sforzi ufficiali di eradicazione dell'uso del
peyote fu la creazione di una chiesa formale (la Native American
Church, Chiesa dei Nativi Americani, o NAC) che, dopo un
lunghissimo contenzioso legale, ebbe riconosciuto dagli organi
legislativi il diritto di continuare a celebrare i riti religiosi
delle popolazioni aborigene dell'america pre-colombiana, fra cui le
cerimonie basate
sull'uso collettivo del peyote. Anche oggi le riunioni liturgiche
della NAC si svolgono in tende nel deserto, dopo il tramonto del
sole. Qui il peyote viene consumato durante la notte e tutti i
partecipanti chiedono agli dei la forza necessaria per essere Esseri
Umani migliori, per affrontare i problemi che li affliggono
(alcolismo, dipendenze, infermità, malattie) e per divinare il
futuro. Esso produce visioni di vario tipo: luci, colori fino a
vere allucinazioni che iniziano con un grande benessere, estrema
sensibilità e rilassamento che favorisce la coscienza introspettiva;
dopo circa tre ore possono iniziare le visioni cromatiche e
geometriche che si trasformano fino a immagini fantastiche, a
seconda della disponibilità e la percezione di colui che lo
ingerisce. Per i Tarahumara è una pianta prodigiosa che possiede
un'anima Iwigla, parla e canta durante la crescita e si fa
riconoscere dai cercatori peyoteros. Alcuni giurano di averci
conversato durante il trasporto dopo la raccolta, che è sempre
preceduta da astinenze e riti di purificazione per entrare nelle
zone sacre dove cresce e che solo i grandi sciamani conoscono.
Durante la raccolta gli sciamani e gli assistenti peyoteros
ingeriscono piccole quantità di peyote fresco accompagnandole a
grandi bevute di tesguino attorno ad un piccola croce ed un fuoco
eseguendo il dutuburi e altre danze sacre, poi tornano al villaggio
per vendere una parte del raccolto festeggiati da tutta la comunità,
ma la pianta acquista le sue piene proprietà con l'essiccazione che
precede la sua consacrazione in una grotta segreta e da quel momento
può essere utilizzata solo dagli sciamani. Durante la conservazione,
al peyote vengono offerti cibo, bevande e tabacco, mentre acquista
le sue proprietà allucinogene e magiche che potrebbero provocare
anche la morte a coloro che lo toccano senza esserne iniziati.
Quando è pronto all'uso cerimoniale o curativo viene
sacrificata una vacca e si celebra una festa con libagioni e bevute
di tesguino che precedono le danze sacre del dutuburi attorno a tre
croci in uno spiazzo sacro e se la cerimonia è importante vi
partecipano anche i danzatori sacri iniziati Matachines. Poco
distante vengono piantate altre due croci dedicate a Dio e al peyote,
davanti le quali viene posto il vaso che lo contiene, poi viene
portato a pezzi il bue sacrificato e destinato ai peyoteros, mentre
viene eseguita la danza del peyote hikuli nawakebo attorno al fuoco
e che precede l'ingerimento dell'allucinogeno accompagnato dal
tesguino, dopo di che tutti formano un circolo al centro di cui lo
sciamano ritma con il suo bastone sul vaso contenente la pianta e la
danza ricomincia a coppie che alternano il Duturbi con il Matachine
fino all'alba. Appena giorno l'effetto del peyote è svanito e, dopo
che tutti hanno mangiato e bevuto tesguino, lo sciamano comincia le
cure dei pazienti colpendoli leggermente sul capo con il suo bastone
sacro e a ciascuno indica i rimedi per la propria malattia, infine
compie alcuni movimenti magici con il bastone rivolto al sole che si
alza per tre volte e tutti si lavano volto e mani per purificarsi,
poi la luce si spande sulle montagne e ne penetra gli anfratti e le
gole, la Barranca del Cobre si apre magnificamente al giorno assieme
agli altri canyon e la Sierra Madre si sveglia mentre gli spiriti
dei Tarahumara. si dissolvono nei loro eterei rifugi. A tutt'oggi la
legge messicana assicura il diritto di possedere e consumare peyote
per scopi religiosi solo ai membri della NAC, che abbiano almeno il
25% di sangue indio.
Personalmente nel 1999
ho fatto una inipi in Arizona con un navajo, insieme a due svedesi e
ad uno stupido italiano in cui si è fatto uso di peyote. Purtroppo
colui che conduceva la cerimonia, era incompetente, ed il tutto si è
concluso con una repentina fuga dalla capanna, e il conduttore è
stato il più veloce a scappare, mentre le due ragazze svedesi erano
svenute.....
Bluindian
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