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MANNY TWOFEATHERS


 

Manny Twofeathers nasce in Arizona da sangue misto di Atzeco e Yaqui.

Lavorava artigianalmente con pietre, gioielli e orecchini, sposato due volte e divorziato, con cinque figli.

Proveniva da una famiglia convertita al cattolicesimo essendo i suoi genitori convertiti. La conversione al cattolicesimo dei Nativi era iniziata con l’arrivo dell’esercito spagnolo che era da sostegno ai missionari che avevano il compito di convertire e di creare le riserve.

Lo stesso Manny Twofeathears racconta di come fosse rigida la sua famiglia.

Dopo la prima danza del sole si fece allungare i capelli e questo fu causa di diverbio con il padre, e non si parlarono per ben 5 lunghi anni. La crescita dei capelli era il ringraziamento, una preghiera al Creatore di avergli dato la forza di aver portato a termine la sua Danza.

Manny Twofeathers è anche autore di 3 libri:

- Kokoppilli’s Dream –

- La Danza

Del Sole –

- La Medicina Del Popolo Delle Pietre –

I suoi libri sono stati tradotti sia in italiano che in tedesco.


La forza di Manny è nella ricerca intensa di spiritualità, nel ritrovare le proprie radici attraverso la danza del sole. Manny da sempre era alla ricerca della spiritualità ed in un momento della sua vita è stato anche Buddista…

Ma ad un semaforo rosso, nel suo furgone, coglie quell’attimo che spesso ci lasciamo sfuggire, che non riconosciamo. Lui quell’attimo lo fa suo, lo prende e da lì all’età di 45/46 anni la sua vita cambia totalmente. Molte prove di dolore e di sofferenza lo aspettano, ma La Danza Del Sole lo porta a credere in un mondo dove lui si è sentito realizzato. La visione che ebbe nella seconda Danza Del Sole lo porta a scoprire chi è veramente e cosa vuole fare nella vita: Come aiutare le persone in difficoltà.

E sempre attraverso la Danza, attraverso le preghiere al Creatore per essere aiutato, per aiutare i suoi familiari, i suoi amici e i popoli che muoiono di fame, attraverso l’umiltà, il rispetto, la tradizione dei Lakota che trova quello che cercava ed è lui stesso nel libro a dircelo:

- Sono grato di essere riuscito a partecipare a tredici Danze del Sole in dieci anni e di essere stato trafitto molte volte, grato per l’opportunità ricevuta e fiero di aver danzato al sole con gli Shoshoni, i Lakota e i membri delle altre tribù che mi hanno accolto.

Con la Danza del Sole Dio è venuto da me. Il Creatore mi ha dato qualcosa che mi ha soddisfatto e che ha appagato le mie brame spirituali. Ogni giorno ringrazio il Grande Padre per avermi portato la Danza del Sole e la pipa cerimoniale. Ho scoperto quello che era sempre stato in attesa. Il presente per me: non dovevo fare altro che guardare e chiedere. Dopo aver cercato ovunque in altre fedi, mi ero lasciato ciò che mi apparteneva veramente. Ora sembra così semplice “.

Manny Twofeathers è stato chiamato in tutto il mondo, Germania, Australia, Europa, Americhe per Workshop e conferenze ed ha ricevuto onorificenze.

LA DANZA DEL SOLE

Il libro di Manny Twofwather - La Danza del Sole – è uno dei libri più belli che ho letto in vita mia. Scritto da un vero Indiano non solo per il suo popolo ma per tutti. Un libro che ti emoziona fin dal primo rigo all’ultimo. Parole vere, sincere, parole che ti toccano l’anima e il cuore.

Manny Twofeather ci racconta le sue tredici danza del sole e la loro importanza, ci racconta della sua vita quoditiana in questi suoi 10 anni di danzatore.

Ci racconta della sua sofferenza, del dolore, dei suoi momenti difficili quando sua moglie gli scrive di non ritornare a casa. Ci racconta il suo momento difficile verso i figli che non vedrà per due anni, la sua crisi quando inizia a bere, i momenti di difficoltà in Canadà con la sua nuova famiglia. Ci racconta del rapporto difficile con il padre dopo la prima danza del sole dove aveva promesso al Creatore che se l’avesse aiutato a superare quel momento in suo onore si sarebbe fatto crescere i capelli. Come ci spiega lui stesso nel libro: - I capelli lunghi sono sempre stati una fonte di orgoglio per il guerriero indiano, oltre che una provocazione per il suo nemico -.

Manny ci racconta dei suoi viaggi lungo tutto il territorio americano, la sua vita in Canada, il ritorno negli Stati uniti, ma tutto questo è affrontato sempre da quel momento in cui ritrova le sue radici di indiano, trova la sua spiritualità, riesce ad afferrare quel momento che gli cambiò la vita e tutto quello che aveva intorno dandogli, ad ogni danza la consapevolezza di chi era e cosa voleva realmente fare.

- Tutto ebbe inizio intorno alle sei e mezzo di una domenica mattina…Per due giorni avevo esibito i miei gioielli d’argento e turchese ad un congresso degli indiani d’America a Sacramento…Ero lontano da vari giorni e iniziavo a sentire la mancanza dei miei bambini…Stavo percorrendo l’autostrada…Giunto al primo incrocio dovetti fermarmi, poiché il semaforo era appena diventato rosso e mi misi ad aspettare il verde.-

L’ attesa al semaforo lo innervosì poiché non si decideva a diventare verde, prese anche in considerazione di passare con il rosso e che scusa avrebbe messo se fosse stato beccato da una pattuglia della polizia. Poi improvvisamente incominciò a sentire qualcosa che andava al di là dello stato in cui stava:

- All’inizio fu molto attutito, quasi un sussurro in fondo alla mente. Pur non sapendo di che cosa si trattasse, mi parve di riconoscerlo e mi vennero dei brividi.

E’ difficilissimo mettere un suono per iscritto, ma ci proverò. Iniziò piano,come uno stridulo: “ Scriiiiii – Scriiiiiiii – Scriiiiiiii - Scriiiiii – “. E, a mano a mano che continuava si faceva sempre più intenso. Sapendo di averlo già sentito in precedenza e tentai di capire dove e quando. Risultava così familiare e tuttavia me ne sfuggiva l’origine…Pur avendo paura. Ero conscio che nel profondo dell’anima mi stava giungendo un messaggio molto speciale. Fu allora che riconobbi quel suono e fui sommerso da una calda, tranquilla mescolanza di musica e di pacifica energia; mi sfuggì un gran sospiro. Si trattava non di uno soltanto, ma di vari fischietti di osso di aquila, esattamente come quelli che avevo sentito alle Danze del Sole -.


Manny Twofeathers ci spiega, ci parla come a volte siamo propensi ad ascoltare i rumori che ci vengono dall’esterno e non ci fanno ascoltare quelli che poi sono dentro di noi. Ci parla come bisogna cogliere quel momento in quello spazio che la vita ti propone. Ogni Danza del Sole è per Manny la sua scoperta spirituale, la sua scoperta di avvicinarsi al Creatore, di apprendimento di preghiera, di rendersi consapevole di aiutare altri danzatori alla propria ricerca dello spirito, alla ricerca dell’amore e dell’aiuto verso gli altri.

Nella seconda danza egli ha una visione che gli da la consapevolezza di quale sarà il suo vero cammino. Ecco come con parole semplici, meravigliose ce la descrive:

- “ Ero l’unico rimasto nell’Albor ( spazio dove solo i danzatori potevano entrare ), tutti gli altri danzatori erano scomporsi, non si udiva più il suono del tamburo, né i canti, era tutto assolutamente statico…All’improvviso udii un forte battito di ali, aprii gli occhi e lì, fra i pali, sul tetto dell’ Arbor vidi un’enorme aquila che scendeva in picchiata. Era talmente grande che sapevo non sarebbe potuta passare attraverso le travi, ma queste sembravano invisibili per l’uccello che vi volò direttamente attraverso come se non esistessero, librandosi fino al punto dove io giacevo e posandomisi con leggerezza sul petto…Non riuscivo a muovermi ero irrigidito dalla paura…Mentre mi stava posata sul torace, con un movimento lento l’aquila mi guardò e io vidi con estrema chiarezza le pagliuzze dorate nei suoi. Sentii che mi rilassavo e ciò accadeva mentre ciascuno degli artigli dell’aquila mi afferrava radamente il petto. Con lentezza mi lacerarono la pelle uno alla volta e mi affondarono nella carne. Io trasalii, aspettandomi di provare dolore, ma sorprendentemente ebbi soltanto della sensazione dello schiocco, nel momento in cui ciascun artiglio mi penetrava nel corpo. Mentre piagavo lì così, l’aquila continuava a guardarmi dritto negli occhi.

Il suo sguardo diceva: “ Te l’avevo detto di non aver paura e che non ti avrebbe fatto male.”…

L’aquila allargò lentamente le magnifiche ali e sempre con la stessa flemma iniziò ad agitarle. Sentivo l’odore e il sapore della polvere sollevata da quel battito, Ci staccammo da terra e, mentre ci levavamo in volo, l’aquila sembrava rallentata a causa del mio peso. Più o meno in quel momento sentii la mia anima separarsi dalla visione. Come se stessi lasciandola per diventare un osservatore. L’aquila mi avrebbe detto che mi avrebbe portato con sé per mostrarmi dove avrei potuto aiutare gli altri. Lo spirito dell’uccello sacro e io ci librammo al di sopra del terreno, così in alto che riuscivo a vedere la curvatura della nostra Madre Terra. L’aquila mi stava mostrando che avrei aiutato persone in tutte le direzioni e che sarei stato pronto quando fosse venuto il momento giusto “-.

La visione, la ricerca di spiritualità e la ricerca delle radici dopo le quattro Danze con gli Shoshoni decideva che era il momento di andare ancora più a fondo nel suo impegno di danzare la danza dei Lakota che comprendeva la trafittura e la lacerazione della carne.

E’ lo stesso Manny che ci dice: “ Nessuno ti obbliga a farlo, avrai amici, parenti, vicino, ma la scelta poi è solo di quella persona. Solo lui decide di farlo oppure no, è l’impegno di una persona verso il Creatore ”.

- “ Finalmente partecipavo alla Danza del Sole su cui avevo avuto una visione. Gli occhi mi si colmarono di lacrime. Piangere può apparire poco virile, ma non mi sentii a disagio, perché ero in presenza del Creatore ”-.

Le avversità della vita: il divorzio, i figli, la crisi con l’alcol Manny è riuscito a superarle danzando, facendosi trafiggere, cercando incessantemente il contatto con il suo spirito, con il Creatore e dedicandosi agli altri.

Noi occidentali non riusciamo a comprendere la trafittura, non riusciamo a capire perché un uomo debba subire tanto dolore. Lo stesso governo americano per anni la vietò, ma tutto questo fa parte di un popolo che amava profondamente, con rispetto, la natura, gli animali, gli uomini. Che amava profondamente il Creatore e la trafittura, le lacerazioni erano solo per donarsi a Lui pregandolo immensamente per prendere quella forza, quel coraggio per mettersi a disposizione degli altri, dei più deboli.



E’ vero, noi non capiremo mai la trafittura e la lacerazione della carne, solo chi la fa o assiste ad una danza può realmente capire, perché può sentire i sentimenti, le emozioni, le sensazioni e partecipare a tutto questo.

Ma è altrettanto vero che Manny Twofeathers morto l’anno scorso, ci lascia un testamento.

Ci dona un meraviglioso cammino.

Tutti noi possiamo trovare la nostra spiritualità, credere in quello che vogliamo realmente fare.

Avremo metodi diversi, ma la strada deve essere unica credere profondamente al nostro spirito, credere profondamente che un Creatore ha creato una magica Terra, spetta a noi rispettarla, amarla, spetta a noi essere uomini.

Come ci ha insegnato Manny quando ci dice:

“ Volendo o non volendo siamo tutti fratelli e sorelle, se impariamo ad accettare questo avremo tutta un’altra visione dell’umanità e della nostra Madre Terra.

CONCLUSIONI:

Questo libro mi ha appassionato, scrivere le emozioni di che cosa ho provato nel leggerlo è molto difficile, come scrivere di questo libro.

E’ un libro che va letto e tenerselo dentro il cuore e trarre due grandi insegnamenti, il bisogno di cercare credere nella propria spiritualità, nel rendersi liberi, imparare ad ascoltare i rumori che ci giungono da dentro e amare profondamente chi è più debole di noi. Battersi chiedendo una vera giustizia e dei veri diritti.


Umberto Arciero

Vorrei solamente aggiungere due parole, oltre a quelle belle di Umberto. Manny è stato l'ultimo anello che mancava alla mia vita, il suo libro nel 98 è stato l'input finale per andare in America alla ricerca della danza, la mia danza. Anche quest'anno starò con molti amici di Manny, con gente che ha danzato con lui, con gente che conosce e frequenta Melody e tutti i loro figli. Mitakuye Oyasin, è vero, siamo tutti fratelli, figli dello stesso Dio. Grazie Umberto per aver scritto una pagina su Manny, mi hai fatto un gran bel regalo, sarà un onore per me a giugno pregare anche per il suo immenso e limpido spirito, oltre che per il tuo.

Il tempo è quasi giunto, l'odore della primavera è nell'aria, e con esso sta arrivando il tempo di riassaporare il cedro e la salvia purificatrici all'interno del sacro Arbor.

Alex

January 8, 1939 – June 9, 2007

We are saddened with the news of the passing of Manny Twofeathers. In addition to being Lakota Rose Madison’s adopted grandfather, Manny was a sundance leader, actor, author, native artist, mixed-blood spiritual leader, and cultural consultant for Two Trees. Throughout his life, he worked tirelessly and unselfishly for others including all of us at Two Trees. Words cannot adequately express how much he means to us and is missed.

 

 
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