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Leggende indiane - leggende degli indiani d'america
by Domy
La cattura del Sole - L'uomo del ghiaccio
Sono qui riportate due
narrazioni mitiche:la prima riguardante la cattura del sole secondo
i Chipewyan che spiega l'origine dell'alternanza regolare dei giorni
e delle stagioni,la seconda trattante la rappresentazione delle
stagioni attraverso credo Cherokee in modo allegorico secondo cui i
fenomeni naturali appaiono simbolicamente rappresentati dai
protagonisti.
C'erano una volta un
fratello e una sorella che vivevano da soli nella foresta,
procurandosi il cibo con la caccia e la pesca. Ogni giorno la
sorella si recava nel bosco e sistemava,ben tesi fra gli alberi,i
lacci per catturare la selvaggina.
Fagiani pernici,lepri
bianche e perfino linci,erano le sue prede. Un giorno i due
cominciarono ad accorgersi,non senza preoccupazione ,che le giornate
andavano sempre più accorciandosi e le notti si succedevano ad
intervalli di volta in volta più ravvicinati.
Il Sole scompariva
solo per un attimo:non faceva in tempo a spuntare ad Oriente che
spariva ricadendo sul disco terrestre verso Sud-Ovest lì dove si
trova la bocca della Terra. I due erano atterriti poiché avvertivano
che la terra andava raffreddandosi e, di quel passo,ogni forma di
vita si sarebbe estinta. Decisero perciò di provvedere e, dopo una
lunga discussione escogitarono un piano per costringere il Sole a
compier l'intero suo giro.
Il giorno seguente la
sorella si recò nuovamente nella foresta;questa volta legò tra le
cime degli alberi più alti i lacci più lunghi e resistenti che aveva
con sé; quindi riprese la via di casa. Quando ritornò nel bosco a
controllare la sua trappola vide sulla cima di un abete la figura
tonda del Sole che, preso al laccio, era divenuto violaceo e stava
per soffocare. Invano il Sole tentava di liberarsi, ma più si
agitava, più il laccio lo stringeva.
La ragazza avvertì
subito il fratello e, insieme, accorsero per impadronirsi dell'astro
ormai preso in trappola. Allora il Sole, temendo per la sua vita, li
supplicò dicendo: "Lasciatemi andare, vi prego. Se mi risparmiate la
vita, prometto che prolungherò la mia corsa, allungherò le giornate
e diffonderò di nuovo luce e vita sulla Terra". A questo patto lo
lasciarono andare. Ed è da allora--così si dice--che il Sole compie
nel cielo il suo intero giro e lo si vede risplendere a lungo sulla
volta celeste.
Un grigio giorno d'
autunno nella fitta boscaglia alcuni arbusti secchi presero fuoco;
le vampate si levarono improvvise e la fiamma si attaccò ad un
altissimo pioppo.
L'albero cominciò a
bruciare e presto arse del tutto, finché il fuoco scese nelle
radici; quando l'albero fu incenerito,si formò una grande buca nel
terreno. A mano a mano che ardeva, la fossa si allargava sempre più
e le rosse lingue di fuoco lambivano gli orli di quel buco così
profondo. La gente del luogo si spaventò temendo che que rogo era
inestinguibile. Perchè era sceso ormai troppo in profondità e
nessuno sapeva cosa fare. Finalmente qualcuno disse che l'unico che
poteva spegnere quel fuoco era l'Uomo del Ghiaccio, che viveva su
nel Nord nella sua casa di ghiaccio.
Decisero allora di
inviare alcuni messaggeri alla sua ricerca. Dopo un lungo cammino,
gli uomini giunsero alla dimora dell'Uomo del Ghiaccio. Era molto
vecchio con lunghi capelli bianchi raccolti in due trecce che
scendevano fino a terra. I messaggeri fecero la loro ambasciata;
allora egli disse: "Si,io posso aiutarvi a spegnere il fuoco"e
cominciò a disfare le sue trecce. Poi,quando i capelli furono tutti
sciolti,ne prese in mano un be ciuffo e lo batté sull'altra
mano;subito un soffio di vento si levò, accarezzando le guance dei
messaggeri. Una seconda volta batté i capelli contro il palmo della
mano ed ecco una pioggia sottile cadere leggermente dal cielo. Per
la terza volta batté i capelli contro la mano aperta e subito
cominciò a cadere la grandine; e quando li batté per l'ultima
volta,candidi fiocchi di neve cominciarono a cadere e sembravano
uscire dalla punta dei suoi lunghi capelli bianchi. "Ed ora tornate
al vostro villaggio"; disse l'Uomo del Ghiaccio. "Sarò da voi
domani".
I messaggeri tornarono
subito a casa e qui trovarono la gente ancora raccolta intorno a
quel gran pozzo in fiamme. Il giorno dopo,mentre tutti erano intenti
a guardare atterriti e impotenti il fuoco,un forte vento levò
all'improvviso da Nord ed essi capirono che l'Uomo del Ghiaccio
stava arrivando. Ma quel vento alimentò ancora di più le fiamme,che
divamparono fin sulla sommità della grande buca. Poi cominciò a
cadere una sottile pioggia,ma quelle piccole gocce d'acqua non
avrebbero certo estinto il colossale incendio,anzi sembrava che le
fiamme avvampassero ancora di più.
All'improvviso la
pioggerella divenne un violento e fitto temporale: l'acqua veniva
giù dal cielo copiosamente; scrosciando al suolo ed incanalandosi
nella buca ardente,spegnendo le fiamme,ma producendo enormi nuvole
di vapore e fumo. La gente scappò via in cerca di un riparo quando
un impetuoso turbine spinse la pioggia fin nei più remoti anfratti
ardenti del pozzo.
Infine,sui tizzoni
ancora ardenti,cadde un abbondante strato di grandine e neve. Ormai
il fuoco era spento;nemmeno un fil di fumo emergeva dal profondo
pozzo. Quando la tempesta cessò,la gente tornò sul luogo e,con
meraviglia,vide che al posto della buca in fiamme c'era adesso un
grande lago.
Ancora oggi si dice
che avvicinandosi alla superficie del lago si può udire uno strano
rumore scoppiettante,come un crepitìo di tizzoni ardenti.
Fonti:"MITI E LEGGENDE
DEGLI INDIANI D'AMERICA"(GIOVANNI PIZZA)
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