Ho conosciuto
Michael Hull nel 2003, nella mensa della Sundance insieme ad un
suonatore di tamburo che appare nel film Thunderheart "Cuore di
Tuono". Mi ha colpito il suo modo di parlare tranquillo e dolce,
anche se i suoi occhi lasciavano trapelare una grande sofferenza
interiore. In questi giorni ho trovato un suo libro, "La mia
Danza del Sole" (ed. il punto d'incontro), ed ho potuto leggere
la sua storia. Ora ho capito la sua sofferenza. Vi riporto una
sua breve introduzione. Spero che leggendo i cambiamenti che una
persona può avere praticando la vera spiritualità dei nativi
riusciate a cogliere la bellezza di questo popolo sacro.
Alex
"Oh Wakan Tanka
Tunkashila, Ti ringrazio per questa via sacra e questo luogo
sacro dove pregare, per queste persone sacre con cui pregare.
Fai di me una canna vuota perché possa diventare un canale della
Tua luce e del Tuo amore; aiutami a pensare con la Tua mente, a
vedere con i Tuoi occhi, a sentire con i Tuoi orecchi, a parlare
con la Tua bocca, a toccare con le Tue mani, a sentire con il
Tuo cuore e a dare voce alle Tue parole. Aiutami, Oh Wakan Tanka
Tunkashila, così che le persone che mi guardano vedano Te e la
gente che mi ascolta senta Te. Aiutami, Wakan Tanka Tunkashila
affinchè io scriva le parole che Tu vuoi farmi dire, nel modo in
cui vuoi farmele dire, per la ragione che Tu conosci meglio.
Amen.
Nel 1988 sono
stato invitato a partecipare a un'antica cerimonia Lakota, la
Danza del Sole. Il nome Lakota della cerimonia è Wiwanyag Wacipi,
che significa "danzano guardando il sole". È una cerimonia dura,
perché i partecipanti danzano a piedi nudi per quattro giorni
senza il ristoro di cibo o acqua, guardando il sole, e ciascuno
dì loro soffia in un fischietto ricavato da un osso d'aquila
dorata (l'ulna).
I miei amici Lakota hanno parecchie cerimonie importanti, ma la
Danza del Sole è la principale, la madre di tutte le cerimonie,
quella che garantisce la vita della gente, gli oyate, per un
altro anno.
Sono stato invitato a danzare da Capo Leonard Crow Dog, capo
della cerimonia e capo della Danza del Sole per novantotto
diverse tribù. Leonard è in stretta comunione con il Creatore e
ha fatto molte cose, come estrarre i carboni ardenti da un
fuoco, guarire i diabetici, chiamare la pioggia nell'Ohio e
convincere un'aquila a scendere sul suo braccio fischiando. È un
personaggio più grande-della-vita e noi abbiamo la benedizione
di stargli vicino.
Leonard ha molte buone ragioni di diffidare dei bianchi e della
loro cultura: è stato maltrattato da loro per la maggior parte
della sua vita. La sua casa è stata messa a soqquadro dall'FBI a
causa della sua religione e in seguito è stato anche condannato
al carcere per aver condotto delle cerimonie. Cosi quando lo
Spirito gli ha ordinato di condividere la cerimonia con me, un
bianco, ha accettato dì seguire l'istruzione, anche se andava
contro i suoi sentimenti privati. Leonard ha corso il rischio di
permettermi di danzare nella Danza del Sole; era una decisione
controversa per via del colore della mia pelle e lui sapeva che
sarebbe stato criticato.
Ogni anno che passa, Leonard entra sempre più nel profondo del
proprio cuore; l'amore che ha per la sua famiglia, i suoi figli
e i suoi amici è sempre motivo di stupore per me. Di recente,
Leonard ha distribuito la via delle cerimonie ad amici e parenti
secondo le istruzioni dello Spirito ed è una gioia vederlo.
Leonard è un grande esempio del potere di trasformazione
dell'amore; infatti ha continuato a volermi bene nonostante ciò
che pensava della mia razza. Un giorno, durante la Danza del
Sole del 1992, eravamo accanto al fuoco insieme con altri
quattrocento danzatori. Migliaia di sostenitori erano attorno a
noi, in attesa di sentire che cosa avrebbe detto Leonard; erano
soprattutto nativi, per lo più Lakota. Alcuni erano abbastanza
legati alla militanza contro i bianchi e Leonard era stato uno
dei loro leader per anni.
Eravamo li in piedi ad aspettare quello che Leonard aveva da
dire e luì parlò: "Se mitakuye oyasin (Amen a tutti i miei
parenti) significa qualcosa, vuoi dire che dobbiamo amare i
nostri parenti, anche quelli che odiamo". Non avevo mai
sperimentato un silenzio cosi profondo in una folla tanto
grande, era come assistere a una partita dei Cowboy nel Texas
Stadium e sentire solo il rumore del vento.
Leonard è il capo spirituale dell'American Indian Movement (AIM)
che chiede la separazione dei Dakota dagli Stati Uniti, anche
con la forza se necessario, e condanna regolarmente il genocidio
culturale commesso contro gli ikce wichasha, "la gente normale",
o i nativi americani, da parte dei waisichus, i bianchi. Il
Movimento Indiano Americano fu fondato nel 1968 a Minneapolìs
sotto la guida di Vernon Bellecourt, Clyde Bellecourt, Dennis
Banks e altri; in origine aveva lo scopo di riscattare la vita
dei giovani nativi americani che vivevano nella città e
contribuire a proteggerli o a riscattarli dall'abuso di alcol e
droghe. Lo scopo dell'organizzazione è anche quello di fornire
protezione contro gli abusi da parte della polizia e del sistema
giudiziario.
Dennìs Banks ha scritto che l'AIM è stato fondato "a causa delle
condizioni degli alloggi ne! ghetti, della percentuale dì
disoccupazione che è la più alta in tutto il paese e della
brutalità della polizia contro i nostri anziani, le donne e i
bambini". Banks ha scritto: "Eravamo stanchi di elemosinare
dall'assistenza pubblica, stanchi di fare da capro espiatorio
per l'America e abbiamo deciso di costruire sulla forza del
nostro stesso popolo, di costruire le nostre scuole, di
organizzare i nostri programmi di addestramento professionale e
il nostro destino.
Questa è stata la
nostra motivazione iniziale".
Riconoscendo la necessità di combinare l'aspetto laico con
quello spirituale o, come direbbero alcuni, di riconoscere che
non ci può essere distinzione tra i due, l'AIM ha chiesto a
Leonard Crow Dog di diventare il capo spirituale del movimento.
Con il peggioramento delle condizioni dei nativi americani è
cresciuta la necessità di aiuti da parte dell'AIM, che ora ha
promesso di sostenere qualsiasi nativo americano lo richieda, in
qualsiasi parte dell'Isola Tartaruga. Il Movimento Indiano
Americano ha creato scuole di sopravvivenza, ha organizzato
conferenze, ha marciato su Washington per il Sentiero dei
Trattati Rotti, ha occupato Wounded Knee nel 1973, ha creato
Consigli Internazionali sui Trattati Indiani, ha sostenuto la
Lunga Marcia, la Corsa Sacra e la Corsa per la Sopravvivenza, ha
promosso conferenze per trattare le questioni relative alle
donne native americane e molte altre problematiche.
L'AIM è profondamente impegnato a mantenere l'identità culturale
dei popoli Nativi, perciò condanna regolarmente la
partecipazione dei bianchi alle cerimonie e mantiene una "lista"
di persone che considera da eliminare a causa del loro
coinvolgimento in cerimonie che permettono la partecipazione ai
bianchi.
La Danza del Sole condotta da Leonard sì svolge nella sua terra
ancestrale, sul Little White River, proprio a Ovest di Rosebud,
nel Sud Dakota. La sua casa sì chiama Paradise e la cerimonia è
conosciuta come la Paradise Sun Dance. Se la Danza del Sole è il
nonno delle cerimonie Lakota, la danza di Leonard regna suprema
tra tutte — è la più grande wiwanyag wacipi del mondo. Vi
danzano molti capi tradizionali dei Lakota, compreso Capo Archie
Pire, Capo Spotted Tail, Capo Iron Shell, Capo Two Strikes, Capo
Lìghtfoot e altri. Partecipano anche i capi principali di molte
altre tribù native americane, tra cui Navajo, Cherokee e Kiovva.
Alla cerimonia intervengono molti altri danzatori, oltre ai
capi. È normale vedere più di trecento danzatori rossi, neri,
brunì e gialli in mezzo alla folla - vengono dalle due Americhe,
dall'Asia e dall'Africa, da ogni parte del mondo tranne che
dall'Europa. Migliaia dì nativi americani vengono a sostenere la
cerimonia; sì allineano all'esterno della zona circolare
chiamata hocoka, lo spiazzo sacro, mentre i partecipanti veri e
propri stanno all'interno del cerchio, con lo sguardo fisso sul
sole. Alcuni sostenitori stanno vicino ai rami di salvia che
delimitano, altri stanno sotto l'albero dell'ombra, una
struttura di pali di cedro e frasche di pino, a danzare e
pregare per la gente. In passato, • quando la gente si riuniva
nell'accampamento, mettevano i tipi in cerchio e lo spazio
aperto nel mezzo era chiamato hocaka, la stessa parola che sì
usa anche per indicare l'altare centrale e il proprio cuore.
Ogni giorno la danza inizia il mattino presto, prima dell'alba,
dopo che i danzatori sono rimasti seduti per qualche tempo in un
inipi di purificazione, o capanna sudatoria. La danza termina la
sera tardi, dopo che i danzatori sì sono riuniti m un'altra
inipi di purificazione. Tra la seduta del mattino e quella della
sera nella capanna, Ì danzatori eseguono molti giri, spesso per
diverse ore di seguito, danzando al ritmo di grandi tamburi e
delle antiche canzoni della Danza del Sole, chiamate wichang
wticipi olowan. Ogni periodo di danza è chiamato giro e termina
con una pausa; chi canta beve caffe; e mangia, mentre i
danzatori si siedono in un luogo chiamato lo spiazzo del riposo,
a Ovest dello spiazzo dell'ombra.
L'annunciatore, chiamato eyahpi, inizia ogni mattina alle 3: la
sua voce chiama con l'altoparlante: "Danzatori del sole,
danzatori del sole, è ora di sudare. Le capanne sudatorie sono
pronte". Durante le pause, l'annunciatore parla alla gente,
racconta storie, fa annunci, canta e offre preghiere.
Ogni tanto cede il microfono a qualcuno - al Paradise spesso il
microfono passa in mano a gente dell'AIM come Russell Means,
Clyde Bellecourt, John Trudell e altri, che fanno discorsi
energici a sostegno della cultura indiana contro quella dei
bianchi. I discorsi cominciano sempre con la fiera storia
dell'America de! nativi; spesso un Laico t a parla di come gli
oyate vagavano liberi nelle Grandi Praterie, di come i Lakota
sconfissero l'esercito dei bianchi in battaglia e come gli Stati
Uniti comprarono la pace promettendo di garantire vasti terreni
ai popoli Lakota con dei trattati, che in seguito violarono.
Gli oratori racconteranno poi alcun! episodi storici di orrori
su come il governo bianco si è comportato verso gli indiani, sui
trattati violali, sulla politica della fame e dell'abbandono;
parleranno dell'esposizione deliberata al vaiola e ad altre
malattie contagiose, del furto delle terre ancestrali e della
cultura antica, della proibizione legale della religione indiana
fino al 1972 e della punizione per chi parlava le lingue native.
Invocheranno una rinascita della resistenza armata simile a
quella che si verifìcò durante l'occupazione di Wounded Knee nel
1973. Denunceranno l'FBI e ricorderanno alla folla che l'FBI ha
effettuato un raid paramilitare al Paradise imprigionando
Leonard Crow Dog e altri — un'azione condannata dal National
Council of Churches, dalle Nazioni Unite, dal Tribunale
Internazionale e da altre importanti organizzazioni. Alcuni
ricorderanno alla folla gli atti di violenza gratuita commessi
dai bianchi contro i loro fratelli nativi e reclameranno
vendetta,
Gli oratori parleranno dei pregiudizi nei tribunali, dove gli
indiani sono sistematicamente trattati peggio dei bianchi e
diranno che i bianchì sono giudicati con maggiore benevolenza,
oppure prosciolti completamente; discuteranno del caso del
prigioniero politico Leonard Peltier, ingiustamente condannato
da una giuria composta da soli bianchi per la morte di agenti
della FBI in seguito ad abusi comprovati.
Parleranno della scelta di Hobson, per cui i nativi americani
devono abbandonare le loro terre originarie per trasferirsi nei
quartieri malfamati delle grandi città e trovare (se ci
riescono) un lavoro mal pagato, oppure devono sopravvivere ai
terribili inverni del Dakota senza lavoro e senza soldi,
ammassati attorno a stufette al cherasene in baracche costruite
con le traversine della ferrovia. Sono costretti a esporre i
loro figli alla cultura estranea e ostile dei bianchì, oppure
devono rischiare di allevarli in due delle contee più povere
degli Stati Uniti, dove sì registrano i tassi più alti di
alcolismo, disoccupazione e di criminalità collegata all'eccesso
di alcolici. È meglio morire congelati in casa con famiglia e
amici, oppure morire di fame in città, soli e senza amici? E
meglio accettare l'ennesima elemosina da un governo invasore che
ha insultato e maltrattato orribilmente un popolo che ha
dimostrato di saper sconfiggere l'esercito degli Stati Uniti,
oppure mangiare cibo inquinato dalle scorie nucleari e bere
acqua contaminata dalle miniere non soggette a regolamentazione
ambientale? Gli oratori concludono sempre che la causa delle
toro sofferenze — il male, il demonio, Satana in mezzo a loro —
è l'uomo bianco.
Io sono un bianco. Un tipo alto, di carnagione chiara, con un
grosso naso e i capelli ricci.
L'invito a danzare arrivò nell'estate del 1988, cinque mesi dopo
che avevo avuto una visione in cui mi era stato detto: "Di' alla
gente che IO SONO". Chiamo questa esperienza fa visione Maya
perché l'ho ricevuta nel nono e ultimo giorno di un
pellegrinaggio spirituale attraverso la giungla Maya, nella
penisola dello Yucatan, un luogo che la mia insegnante Mary
Thunder chiama il cuore del mondo.
Da allora ho
lavorato per rispondere alla visione Maya; ho pregato, meditato,
sono rimasto seduto con la mìa visione e ne ho parlato, l'ho
combattuta, ci ho creduto, ne ho dubitato e cì ho scommesso
sopra la mia vita. "Dire alla gente" non è certo facile. Che
cosa dovrei fare -andarmene in giro dicendo "IO SONO?". Come fa
un essere creato a trasmettere ad altri esseri umani limitati la
natura del Creatore? Specialmente quando chi parla ha divorziato
due volte, beve e si droga? Non sono esattamente il modello che
il Vaticano sceglierebbe per una sua campagna pubblicitaria.
È molto difficile per la maggior parte delle persone conoscere
Dio o parlarne. Dopo tutto, come può un albero descrivere la
foresta? Quello che può fare la maggior parte della gente è
parlare di che cosa si prova ad essere un albero nella foresta.
Ecco dunque la mia storia: quel che posso fare è descrivere Dio
come Lo comprendo, sulla base della mia relazione con Lui.
La versione breve della storia è che mi sono comportato come un
imbecille per la maggior parte della mia vita e Dio mi ha amato
lo stesso. La mia condotta nel corso degli anni è stata così
assurda e morbosa che alla fine sono morto per mancanza di
amore. Quando sono stato resuscitato dalla morte, sono tornato
perché Dio mi amava - direttamente quando ero in grado di
accettarlo, indirettamente negli altri momenti, ^attraverso
molte persone meravigliose che erano abbastanza compassionevoli
nel loro amore da aiutarmi a diventare un essere umano, per
speri-1 talentare attraverso il loro amore la luce riflessa
dell'amore di Dio.
Da quel giorno della visione Maya, la mia vita è stata
soprattutto dedicata a imparare e ad aiutare gli altri a
imparare, a vivere e ad amare attraverso il cuore - e ho
imparato la maggior parte delle mie lezioni di vita con i miei
amici Lakota, con qualche alcolizzato che lottava per rimanere
sobrio e altri amici e familiari che hanno avuto la bontà di
sopportarmi.
Tutta la mia vita,
la mia nuova vita, è un dono della grazia, un ; regalo del
Creatore a una creatura amata, eppure il dono gratuito della
grazia ha un prezzo. I miei amici sobri mi dicono che il prezzo
della mia sobrietà, liberamente donata, è mantenere la mia
condizione spirituale, perciò mi sto sforzando di mantenerla —
di imparare ad amare il mio Creatore, ad amare il mio prossimo
come me stesso e a vivere una vita piena di Spirito, senza fare
del male. Non voglio sostenere che il mio :. sentiero sia
l'unica strada per arrivare a Dio, ma sono in grado di
riconoscerlo come una strada. Guardando indietro, alla via già
percorsa,
• giungo a credere che Dio è compassionevole e sa perdonare.
Un problema delle versioni brevi delle storie di vita è che
tendono a |.dichiarare piuttosto che a raccontare. È la storia -
sedersi attorno al fuoco, vedere le nostre facce riflesse nella
luce soffusa, sentire il cuore | che si apre mentre a turno
raccontiamo - che aiuta Dio ad amarci. La lo spettacolo che ci
mantiene interessati mentre Dio ci guarisce, lenire Dio ci
rivela IO SONO.
E sarà cosi anche qui. Il mio lavoro è raccontare alcune storie
abbastanza interessanti da mantenervi attenti, mentre Dio vi
rivela il suo SE.
La mia storia è un
percorso lungo, la vita da alcolizzato, i miei amici Lakota, il
sudore, le danze del sole, la ricerca della visione, il
channeling, lavoro con l'energia, il diventare sobrio e
restarlo, più vari "ismi" ; assortiti - ma tutto questo descrive
una relazione. La mia relazione più : lunga è quella con Dio. Ho
amato Dio, mi sono innamorato di Dio, ho | odiato Dio, sono
stato indifferente verso Dio, agnostico verso Dio e | tutte le
varie sfumature intermedie, ma sono sempre stato qualcosa in
prelazione a Dio. Ho cominciato amandolo, pensavo che sarei
diventato Sfim predicatore; poi sono diventato un agnostico e un
alcolizzato, sono morto e sono stato riportato in vita
dall'amore di persone che guardavano al di là di tutta la
schifezza della mia vita e vedevano il figlio dì che io sono.
Oggi i miei occhi sono bene aperti e la mia vita è piena di
amore, gratitudine e felicità. Condivido il dono dell'amore e
della vita con una moglie meravigliosa, un angelo di bambino,
con la mia famiglia, i miei amici e un lavoro che mi piace.
Tutto questo amore, tutto quanto, è dovuto all'amore di Dio per
me gratuito, immeritato e talvolta persino non voluto.
La mia storia non è né eccezionale né importante; in effetti,
potreste fare come il fratello maggiore del figlio! prodigo e
chiedervi perché mai a qualcuno dovrebbe importare che io abbia
finalmente cominciato a comportarmi nel modo giusto, quando voi
l'avete sempre fatto. Se però siete tra quelli che si sono un
po' perduti e stanno cercando la strada, forse potrete trovare
una parte di voi stessi in queste pagine; in tal caso spero che
la mia storia, che narra come Dio mi ha amato, vi dia il
conforto di sapere che Dio vi ama.
Oggi io so che se Dio può amare uno come me, può amare chiunque.
La mia preghiera è che anche voi troviate questo, amore, mentre
vi racconto la mia storia intorno a questo fuoco da campo. Non
perché la mia storia sia importante, ma perché è importante la
vostra, perché voi siete importanti. Ciò che mi è molto chiaro
oggi è che Dio ama tutti noi, che Dio ci accetta esattamente
come siamo, che Dio desidera intensamente abbracciarci e
confortarci e farsi conoscere; che tutto questo e altro ancora
può essere nostro se semplicemente lo chiediamo, per il miracolo
della grazia divina.
Nel corso di lutto il libro, parlo di me stesso come di un
bianco. Lo faccio soprattutto per rispetto verso i miei amici
registrati come Nativi e che sono cresciuti nel mondo nativo. Mi
hanno detto che ho sangue bianco, Cherokee e Kiowa; Leonard Crow
Dog dice che sono imparentato con Frank Cleanvater, un Cherokee
ucciso dall'FBI a Wounded Knee. Il mio bisnonno era uno Spoon
dall'Arkansas e dall'Oklahoma, luoghi dove si trovano molti
Kiowa Spoon, ma non ho fatto ricerche approfondite
sull'argomento e riconosco il fatto che sono cresciuto nel mondo
dei bianchi, perciò mi definisco semplicemente un bianco.
Un'altra noia sul linguaggio: io uso la frase "ì miei amici
Lakota" per riferirmi ai miei amici personali Lakota e alle loro
opinioni generali, non voglio fare dichiarazioni su ciò che i
Lakota credono come gruppo. Per un bianco, parlare a nome dei
Lakota non avrebbe senso, come non lo avrebbe se io volessi
parlare a nome di tutte le donne oppure di tutti i bianchi.
Infatti, come in tutti i gruppi di due o più persone, spesso i
Lakota che conosco hanno opinioni mollo diverse su una grande
varietà di argomenti. Perciò quello che dico intende riferire
soltanto la mia comprensione imperfetta raccolta dagli
insegnamenti dei miei amici Lakota, insieme al risultato della
mia esperienza personale.
A partire dalla fine del 1980 era diventata per me un'abitudine
ricevere telefonate da guaritori viaggianti di vario genere che
venivano a trovarmi nella mia casa di Austin, in Texas, e che
poi finivano per restare diversi giorni. I miei amici Lakota
facevano lo stesso, anche se per loro
l'idea di venire a trovarmi poteva estendersi per settimane o
anche mesi. Uno di questi visitatori era il Capo della Danza del
Sole, Buddy Arco Rosso, un famoso cantante Lakota, molto
conosciuto nei circoli indiani e dotato di grande talento - la
prima persona ad entrate nella Music Hall of Fame dei nativi
americani. Buddy già celebrava la Danza del Sole quando aveva
sette anni e la danza era ancora illegale negli Stati Uniti, ed
è stato un Capo della danza per il resto della sua vita. Ha
vissuto con me in vari periodi, fino alla sua morte. Sapevo
sempre che si prospettavano momenti eccitanti quando Buddy
telefonava per dire che voleva passare a trovarmi. Per me e per
voi, una visita può significare una o due ore, ma per Buddy si
trattava di uno o due mesi, durante i quali la mia casa si
riempiva di musicisti, artisti e poeti e di ogni genere di
persone creative; Buddy amava circondarsi di quel tipo di
persone e trasformava in canzoni le proprie esperienze.
Buddy ha prodotto diversi album ed era un personaggio famoso
nelle riserve: era sempre divertente andarsene in giro a Pine
Ridge o a Rosebud con lui e vedere tutti i bambini che si
facevano attorno per toccarlo e stringergli la mano, o per
toccare il grosso cappello da cinque litri che indossava sempre.
Buddy portava sempre con sé una o due piume e le dava agli
anziani che incontrava e con i quali si metteva a parlare.
Buddy credeva molto intensamente nella via del cuore. Non si
preoccupava molto delle regole esteriori su giusto e sbagliato.
Per sicurezza, ascoltava quello che io o voi o altri ritenevano
giusto, ma poi decideva sempre da solo e mi diceva che per
decidere bisogna ascoltare il cuore. Sia che la discussione
riguardasse una cerimonia, il lavoro o il programma della
serata, la pietra filosofale di Buddy era sempre ciò che il suo
cuore gli diceva di fare.
Una cosa divertente che fece fu comprare un bisonte per Mary
Thunder. Mary Thunder aveva organizzato un incontro nel suo
ranch in Texas e molli di noi vi andarono a cantare; prendemmo
il denaro che Mary ci diede e andammo a visitare un ranch nel
Texas occidentale, dove allevavano bisonti. Ne comprammo uno e
lo portammo a Mary, che lo chiamò Star Keeper e ce l'ha ancora.
Ora il bisonte ha una compagna e ha avuto dei piccoli, quando Io
vedo penso sempre a Buddy.
Un'altra volta, Buddy celebrò il matrimonio di Mary Thundcr con
Horse. Mary ha antenati irlandesi e cheyenne e viene
dall'Indiana; è la circa un metro e sessanta e in
quell'occasione indossava jeans, stivali e un grande cappello da
cowboy. Ha occhi scintillanti e una risata splendida, racconta
bene le storie e ha un grande cuore.
Horse è bianco
come la neve, con una grande risata e un cuore di uguali
proporzioni.
Mary Thunder è una maestra che mi ha voluto bene quando non ero
molto amabile; mi ha insegnato la vita della fede nello Spirito.
I suoi maestri le hanno detto dì lasciare la sua casa e di
viaggiare per gli Stati Uniti in un furgoncino per aiutare la
gente; ha vissuto in quel modo per anni, in una specie di
continua meditazione che richiedeva da lei un impegno attivo
alla voce e alla vita dello Spirito. Vedendo l'esempio della sua
vita, sono diventato capace di rischiare, seguendo anch'io
quella voce.
Mary Thunder è un'interprete dello Spirito e ha scritto un
libro, Thunder's Grace, che vi consiglio di leggere. Ho
viaggiato con Mary per tutti gli Stati Uniti celebrando
cerimonie per la gente e l'ho vista fare molte cose
meravigliose: ho visto ciechi che riacquistavano la vista,
malati di AIDS che guarivano, storpi che si mettevano a
camminare e gente che riceveva guarigioni fisiche di ogni
genere, ma ancora più importante, ho visto cuori spezzati che
venivano guanti da Mary e attraverso di lei.
Buddy celebrò il suo matrimonio e portò con sé Dennis Banks, un
co-fondatore dell'AIM. lo ero il coordinatore del matrimonio
perciò passai parecchio tempo con Buddy e Dennis; Buddy celebrò
il rito indossando il copricapo di Nonno Fools Crow, con penne
d'aquila da capo a piedi, un bastone "aquila" e un fischietto di
osso d'aquila. In quella occasione Dennis Banks mi insegnò la
mia prima canzone della Danza del Sole, che va cantata quando si
esegue la lacerazione. Ho avuto il piacere di poter cantare
quella canzone per Dennis mentre riceveva dalla gente le offerte
di carne per il matrimonio.
Buddy era sempre così buono da darmi medicina per le cerimonie.
Se avevo bisogno di una pietra, di un sasso o di qualche altra
medicina per una capanna sudato ria o una guarigione, potevo
sempre contare su Buddy. Una medicina per cui gli sarò sempre
grato è stata l'occasione che mi ha offerto di incontrare Nonno
Fools Crow, che è uno dei più rispettati tra tutti gli uomini di
medicina. Buddy mi aveva chiesto di andare con luì a Rapid City,
dove avrebbe suonato in concerto con Jackson Brown, Willìe
Nelson, John Denver e altri. Nonno Fools Crow venne al concerto
e Buddy disse al Nonno delle cerimonie che conducevo, comprese
le capanne sudatorie e le ricerche della visione. Temevo che
Nonno Fools Crow avrebbe detto qualcosa di negativo sul fatto
che un bianco conducesse delle cerimonie, ma non fu così, anzi,
quando vidi di nuovo Buddy, aveva della medicina per me da parte
di Nonno Fools Crow, da usare nelle cerimonie. Conservo ancora
quelle cose e le uso quando sono necessarie; sarò sempre
riconoscente a Buddy per avermi presentalo.
Buddy parlava sempre di avere occhi-arcobaleno. Diceva che lui
vedeva la gente con occhi di arcobaleno e prima dì morire mi
diede il dono di vedere con quegli stessi occhi. Lavorando con
omosessuali, cerati e con altri gruppi, sono riuscito a vedere
al di là delle differenze esteriori, a vedere per prima cosa il
cuore delle persone e poi le persone. Buddy mi disse che quando
eseguivo le lacerazioni nella Danza del Sole, se facevo
attenzione al cuore della gente e non al colore della pelle o a
qualcos'altro che li riguardava, tutto sarebbe andato bene.
Oggi, quando entro nelle capanne o celebro delle cerimonie,
quello che vedo è il cuore delle persone, con il dono degli
occhi-arcobaleno che mi ha dato Buddy.
Nel 1991, mentre lasciava la mia casa dopo una delle sue lunghe
visite, mi suggerì dì scrivere o registrare le storie delle mie
esperienze con i miei amici Lakota sul Sentiero Rosso, quelle
sulla via della sobrietà e quelle sulla guarigione
dall'adorazione del Dio collerico della mia gioventù. Dopo molto
brontolare, misi per iscritto le storie e le condivisi con pochi
amici, ma le conservai in una scatola nell'armadio per diversi
anni.
Nel luglio 1998, sentì l'impulso a rivedere quelle storie, ad
apportare delle modifiche e a riunirle insieme in un libro: è
stato un lavoro molto illuminante per me. Ho dovuto scavare più
a fondo e più duramente nelle storie e nei ricordi di quanto
credessi possibile, e talvolta più di quanto desiderassi. Ho
ottenuto una comprensione più profonda dì come tutte le vicende
tendano a collegarsi nel tempo e a dimostrare che lo Spirito,
attraverso i miei amici, mi ha insegnato che cos'è la vita e
come viverla, come essere un uomo buono tra gli uomini comuni.
Nella misura in cui ho avuto successo il credito va a loro, e se
ho altro lavoro da fare, devo ringraziare loro per avermi
fornito gli strumenti.
Non molto tempo prima di morire, Buddy mi domandò se avevo
registrato le storie come mi aveva chiesto di fare; mi disse che
aveva la sensazione che il suo popolo Lakota si trovasse a un
bivio. Temeva che molti dei loro strumenti e dei loro sentieri
sacri di vita, necessari perché il popolo sopravvivesse nel suo
insieme, potessero andare persi perché i vecchi stavano morendo
e i giovani che mostravano dì essere interessati erano troppo
pochi. Buddy riteneva che ogni popolo avesse una diversa tessera
del mosaico, necessaria perché tutti potessimo sopravvivere: lo
Spirito ha dato a ciascuno di noi la proprietà e la
responsabilità di una tessera importante del mosaico, ma il
fatto di possederne parti diverse ci fa apparire tutti diversi
gli uni dagli altri. Buddy pensava che ci avevamo combattuto tra
di noi per molto tempo, perché eravamo capaci dì vedere solo le
differenze. I danni e le ferite che ci eravamo inferii a vicenda
nel corso degli anni erano probabilmente impossibili da
riparare, ma dovevamo imparare a guardare al di là di lutti quei
danni, qualunque fosse stata la causa, e dovevamo iniziare a
condividere con tutti gli altri popoli le nostre tessere del
mosaico, se volevamo sopravvivere.
Credo che oggi noi viviamo in una comunità sacra. Ciascuno di
noi è responsabile di un pezzo speciale del mosaico, una parte
speciale del motore di felicità e salute; se non offriamo la
nostra parte come contributo, il motore non potrà funzionare e
il mondo e tutti i suoi abitanti finiranno per arrestarsi e per
morire. Penso che dobbiamo condividere questi frammenti dì vita,
non perchè abbiamo fiducia reciproca, o perché ci siamo
simpatici, o perché abbiamo una base storica in cui avere fede,
ma solo perché se non lo facciamo non potremo sopravvivere.
Dobbiamo renderci conto che nessuno ha un pezzo più o meno
importante degli altri, ma tutti i pezzi sono necessari perché
il motore del mondo continui a girare. Se diamo più valore a una
parte piuttosto che a un'altra, diamo più valore all'ignoranza
che alla verità, consideriamo più valida la morte che la vita.
La semplice realtà dei fatti è che siamo tutti insieme in questa
vita, che ci piaccia o no.
Leonard Peltier ha
scritto recentemente a riguardo:
"Dalla morte nasce la vita. Dal dolore viene la speranza. Ecco
che cosa ho imparato in questi lunghi anni di privazione.
Privazione, ma non disperazione, mai. Non ho mai perso la
speranza, la convinzione assoluta nella giustezza della mia
causa, che è la sopravvivenza del mio Popolo.
"Non so come salvare il mondo. Non ho le risposte o La Risposta.
Non posseggo alcuna conoscenza segreta di come rimediare agli
errori delle generazioni passate e presenti. So soltanto che
senza compassione e rispetto per tutti gli abitanti del la
Terra, nessuno di noi sopravviverà , e del resto non lo
meriterebbe.
"Il futuro, il nostro futuro reciproco e comune, il futuro di
tutti i popoli dell'umanità, deve essere fondato sul rispetto.
Che il rispetto sia il nostro motto, la parola d'ordine del
nuovo millennio nel quale stiamo entrando tutti insieme. Proprio
come vogliamo che gli altri ci rispettino, anche noi abbiamo
bisogno di mostrare rispetto agli altri. Siamo tutti in questa
situazione, ricchi, poveri, rossi, bianchi, neri, bruni, gialli-
Siamo tutti pane della famiglia unica dell'umanità. Insieme
siamo responsabili per nostra Madre la Terra e per tutti coloro
che vivono e respirano sopra di essa.
"Credo che il nostro lavoro non sarà terminato, finché anche un
solo essere umano avrà rame o sarà picchiato, finché una singola
persona sarà costretta a morire in guerra, un solo innocente
languirà in prigione, o una persona sarà perseguitata per le sue
convinzioni.
"Credo nel bene dell'umanità. Credo che il bene possa trionfare,
ma soltanto con grande sforzo. Ed è uno sforzo nostro, di
ciascuno di noi, tuo e mio.
"Dobbiamo essere pronti al pericolo che certamente ci verrà
incontro. I critici ci attaccheranno, cercheranno di dividerci e
dì schernire la nostra sincerità, ma se siamo forti nelle nostre
convinzioni potremo respingere i loro assalti e diventare
persino più forti nel nostro impegno per Madre Terra, nelle
nostre lotte e nelle generazioni future dei nostri figli.
"Non abbandonate mai la lotta per la pace, la giustizia e
l'uguaglianza per tutti. Siate perseveranti in tutto ciò che
fate e non permettete a nessuno di allontanarvi dalla vostra
coscienza.
"Toro Seduto disse: 'Come dita singole possiamo essere spezzati
facilmente, ma tutti insieme formiamo un pugno robusto".
"La lotta è nostra e sta a noi vincere o perdere".
Buddy e gli altri amici Lakota, come molti altri prima di loro,
hanno sacrificato la propria vita per preservare una via sacra,
perché tutte le
• persone avessero la possibilità di vivere. Come conseguenza
del loro sacrificio, nel terzo giorno della Danza del Sole al
Paradise ero seduto nello spazio del riposo sperando di scoprire
da qualche parte la forza sufficiente per tornare dentro Vhocoka
quando il tamburo avrebbe ripreso il suo battito incessante.
Avevo la gola secca, la pelle bruciata al punto che era piena di
vesciche che si stavano spellando, i piedi nudi tagliati, pesti
e sanguinanti.
Avevo in mano due bastoncini, due pezzi di legno grandi più o
meno come i miei mignoli. Un'ora prima ero steso su una pelle di
bisonte vicino al pioppo sacro che indicava il centro dello
spazio e mordevo con forza un fascio di salvia perché Leonard
Crow Dog mi aveva appena bucato la carne del petto per infilare
quei bastoncini nei fori. Cercai di evitare dì trasalire per il
dolore mentre venivo condotto dalla pelle dì bisonte fino a un
punto a circa venticinque metri dall'albero. Alla cima
dell'albero era legata una corda di sisal del diametro di circa
3 millimetri, alla cui estremità era attaccata una bardatura che
venne legata ai mici "bastoncini". Cercai di pregare; tremila
Lakota mi guardavano tirare la bardatura fino a strapparmi la
pelle mentre le stecche dì legno laceravano la carne. Fui
ricondotto all'albero, ì lembi di pelle vennero recisi, avvolti
in stoffa rossa e legati all'albero come offerta al Grande
Spirito.
Mentre stavo seduto esausto, bruciante e sanguinante, a sentire
gli oratori rabbiosi che si succedevano al microfono per
disprezzare e insidiare la mia razza, un altro danzatore, John,
mi diede un'occhiata e con le labbra secche, riarse e screpolate
disse: "Ma tu che diavolo ci fai qui?". "Sto solo cercando di
restare vivo", risposi, e pensai: "Proprio una bella domanda".
La domanda di John non era certo una novità. Me la sono posta
spesso da solo e l'ho sentita formulare in vario modo da
familiari e amici: "Ma perché lo fai?". E una domanda che mi
sono sentito fare sul lavoro e anche dai miei amici Lakota.
Risponderò alla domanda di John nelle pagine seguenti,
analizzando perché ho scelto dì tuffarmi a capofitto in una
religione estranea, spesso ostile e decisamente strana,
appartenente a un'altra cultura. Questo libro è anche un
tentativo di esaminare il motivo per cui i miei amici Lakota
sono riusciti a catturarmi, mentre altri Lakota pensano che stia
rubando la loro cultura; mi chiamano "imitatore dilettante" e
"plastic medicine man"; sono convinti che dovrei togliermi di
mezzo e lasciargli la loro terra e la loro cultura al più presto
possibile.
I miei amici Lakota mi hanno indubbiamente catturato. Dieci anni
più tardi, ero all'albero della Danza del Sole a Lone Star,
sulla terra della nostra comunità in Texas, a conclusione dì una
cerimonia che avevo diretto. Là, ìn presenza di Mary Thunder,
dei capi e dei danzatori, di coloro che cantavano e battevano i
tamburi, oltre aì sostenitori e membri dell'AIM, ho ricevuto da
quello stesso Leonard Crow Dog il copricrpo di piume d'aquila
wahpa della Danza del Sole, una borsa della Danza del Sole, la
medicina della cerimonia e l'autorità tradizionale riconosciuta
per discendenza a guidare il wìchang wacipi.
I miei amici Lakota mì hanno regalato questa responsabilità come
espressione del loro cuore e io l'ho accettata in risposta
all'ordine della mia visione Mayar "Segui il tuo cuore, perché
il tuo cuore sono Io e conosco la strada". Quando mi perdo, è
perché smetto di ascoltare mio cuore. I miei amici mi hanno
mostrato come trovare il mio cuore e fare attenzione a ciò che
ha da dirmi.
Ieri notte nella capanna Tu mi hai mostrato le Tue meravigliose
creazioni. Sette anime sedute insieme a pregare, ciascuna con le
proprie lotte, ferite e delusioni. La loro meraviglia era così
stupefacente che parole come belio sembrano banali per
descrivere ciò che ho visto. Ho provato una completa meraviglia
per Te e per ciò che Tu ha! fatto. Ho pregato che loro potessero
vedere se stessi come Tu mi hai permesso di vederli. So che
quando io non vedo le Tue creazioni in questa luce, ho ancora
del lavoro da fare. Ho visto che ciò che fanno, Ì problemi che
hanno, non diminuiscono affatto la bellezza di ciò che sono.
Grazie.
E questa era una
breve introduzione al libro di Michael. Spero serva di
insegnamento a tutti coloro che vanno in giro spacciandosi per
"sciamani" autorizzati da chissà quali indiani. La spiritualità
indiana è una cosa seria, e noi dobbiamo rispettarla sempre.
Alex
P.S. Nella pagina
dei Filmati, guardando il filmato di Rosebud, si vede la mitica
ruota che Crow Dog tiene fuori il suo terreno con scritto
Paradise Crow Dog, e si vedono pure le prime persone che
montavano il campo della Sundance.