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lo stavo vivendo pacificamente con la mia famiglia, avevo cibo a
sufficienza, dormivo bene, avevo cura della mia gente e stavo
benissimo. Non so chi fu il primo a mettere in giro quelle brutte
storie.
Ci stavamo comportando
bene; e il mio popolo stava bene. lo mi comportavo bene. Non avevo
ucciso né un cavallo né un uomo, ne americano né indiano. lo non so
di che cosa la gente ci accusasse.
Essi sapevano come
stavano le cose e tuttavia dissero che io ero un uomo cattivo:
l'uomo peggiore del posto; ma che cosa avevo fatto? lo stavo vivendo
pacificamente qui con la mia famiglia sotto l'ombra degli alberi,
facendo proprio ciò che il generale Crook mi aveva detto di fare e
cercando di seguire il suo consiglio. lo voglio sapere ora chi ha
ordinato di arrestarmi. lo stavo pregando la luce e l'oscurità.
Dio e il sole, di
lasciarmi vivere tranquillamente qui con la mia famiglia. Non so per
quale ragione quella gente parlava male di me. Molto spesso si
raccontano storie sui giornali che io sto per essere impiccato. lo
non voglio che lo si dica più. Quando un uomo cerca di fare il
giusto, simili storie non dovrebbero apparire sui giornali. Ora,
sono rimasti pochissimi dei miei uomini, Essi hanno fallo alcune
cose cattive, ma io non voglio. che vengano tutti cancellati e non
si parli più di loro, Sono rimasti così pochi di noi.
Goyathlay (Geronimo)
Dopo la morte di
Kociss nel 1874, Taza, suo figlio maggiore, divenne capo dei
Chiricahua,e Taglito (Tom Jeffords) continuò a fare l'agente nella
riserva di Passo Apache. Contrariamente a suo padre, Taza non riuscì
ad assicurarsi la costante obbedienza di tutti i Chiricahua. Nel
giro di pochi mesi questi Apache si divisero in fazioni, e
nonostante i seri sforzi compiuti sia da Taza che da Jeffords,
ripresero le incursioni che Kociss aveva severamente proibito.
Poiché la riserva dei
Chiricahua si trovava vicino al Messico, divenne una tappa obbligata
e un rifugio per i gruppi di predoni apache che entravano e uscivano
dall'Arizona e dal Messico. Coloni affamati di terra, minatori e
politici non persero tempo a chiedere lo spostamento di tutti i
Chiricahua in qualche altra località.
Nel 1875 la politica
indiana del governo degli Stati Uniti tendeva alla concentrazione
delle tribù o nel Territorio Indiano o in vaste riserve regionali.
La riserva White Mountain, coni suoi due milioni e mezzo di atri
nell'Ari zona orientale, era più grande di tutte le altre riserve
apache del Sudovest messe insieme.
La sua agenzia, San
Carlos, era già la sede amministrativa di sette bande apache, e
quando i funzionari di Washington cominciarono a ricevere rapporti
di disordini nella riserva dei Chiricahua, pensarono che questa era
un'eccellente scusa per spostare i Chiricahua a San Carlòs.
L'agenzia, posta alla
confluenza dei fiumi San Carlos e Gila, era considerata dagli
ufficiali dell'esercito uno dei posti più desolati e inospitali. «Un
terreno piatto e ghiaioso , scrisse uno «si elevava di circa 9 metri
sopra le rive del fiume, ed era punteggiato qua e là dagli edifici
di mattoni grigi dell'agenzia. Squallidi filari di pioppi sparuti,
striminziti, quasi senza foglie, segnavano il corso del fiume. La
pioggia cadeva così raramente che quando pioveva sembrava di
assistere a un fenomeno eccezionale.
Venti quasi sempre
secchi, caldi spazzavano la pianura, sollevando nubi di polvere e di
sabbia, distruggendo ogni traccia di vegetazione. In estate una
temperatura di 43° all'ombra era considerata un clima fresco.
In tutti gli altri
periodi dell'anno sciamavano a milioni mosche, zanzare e piccoli
insetti innominabili...
L'agente di questo
posto, nel 1875, era lohn Clum, che pochi mesi prima aveva salvato
Eskiminzine i suoi Aravaipa da Camp Grant e li aveva aiutati a
diventare praticamente autosufficienti, irrigando la terra lungo il
fiume Gila. Con il suo modo cocciuto di fare, Clum costrinse i
militari a ritirarsi dalla vasta riserva White Mountain, sostituì le
truppe con una compagnia di Apache, che aveva l'incarico di
mantenere l'ordine pubblico nella loro agenzia, e istituì un sistema
di tribunali apache per processare i trasgressori. Sebbene i suoi
superiori vedessero con sospetto il metodo non ortodosso di Clum di
permettere agli indiani di prendere le proprie decisioni, non
poterono negare il suo successo nel mantenere la pace a San Carlos.
Il 3 maggio 1876
l'agente Clum ricevette un telegramma dal commissario agli Affari
Indiani, che gli ordinava di recarsi nella riserva chiricahua, di
occuparsi degli indiani del posto, di sospendere l'agente Jeffords e
di spostare i Chiricahua a San Carlos. Clum non era entusiasta di
questo incarico spiacevole;
dubitava che i
Chiricahua, amanti della libertà, si sarebbero adeguati alla vita
regolata nella riserva White Mountain. Insistendo perché l'esercito
tenesse a distanza la cavalleria, Clum condusse la sua polizia
indiana a Passo Apache per informare i Chiricahua del loro
spostamento forzato.
Fu sorpreso di vedere
che Jeffords e Taza erano disposti a collaborare. Taza, come suo
padre Kociss, voleva mantenere la pace. Se i Chiricahua dovevano
lasciare la loro patria e andare a White Mountain per mantenere la
pace, lo avrebbero fatto. Tuttavia, solo la metà circa dei
Chiricahua marciò verso San Carlos. Quando l'esercito entrò nella
riserva abbandonata per rastrellare i recalcitranti, la maggior
parte di essi passò il confine e fuggì nel Messico.
Fra i loro capi vi era
un Apache Bedonkohe di quarantasei anni che si era alleato da
giovane con Mangas Colorado, e poi aveva seguito Kociss, ed ora si
considerava un Chiricahua. Si chiamava Goyathlay, ed era meglio
conosciuto dai bianchi come Geronimo.
Sebbene i Chiricahua
che andarono volontariamente a San Carlos non nutrissero per
l'agente Clum gli stessi calorosi sentimenti delle altre bande
apache, non gli procurarono fastidi. Più tardi, nell'estate del
1876, quando Clum otte"nne il permesso dall'lndian Bureau di
condurre ventidue Apache a fare un giro nell'Est, invitò Taza a
venire. Sfortunatamente, mentre il gruppo stava visitando
Washington. Taza morì improvvisamente di polmonite e fu sepolto nel
cimitero del Congresso.
Clum, tornato a San
Carlos, dovette affrontare Naiche, un fratello minore di Taza. «Tu
hai portato via mio fratello, disse Naiche,- «Egli stava bene ed era
forte, ma tu sei tornato indietro senza di lui, e dici che è morto.
lo non lo so.
Penso che forse tu non
ti sei curato di lui. Hai permesso che venisse ucciso dagli spiriti
maligni dei visi pallidi. lo ho un grande dolore nel mio cuore. Clum
tentò di rassicurare Naiche chiedendo a Eskiminzin di fare un
resoconto della morte di Taza, ma i Chiricahua rimasero sospettosi.
Senza i consigli di Taglito Jeffords, non sapevano fino a che punto
potevano fidarsi di John Clum o di qualsiasi altro uomo bianco.
Durante l'inverno del
1876-1877 i loro parenti nel Messico, ogni tanto, entravano
furtivamente nella riserva portando notizie di ciò che accadeva
oltre il confine. Avevano saputo che Geronimo e la sua band(i
stavano compiendo razzie ai danni dei loro vecchi nemici, i
messicani, e stavano mettendo insieme grosse mandrie di bestiame e
di cavalli.
In primavera Geronimo
aveva portato questo bestiame rubato nel Nuovo Messico, lo aveva
venduto ai ranchers bianchi, e aveva comperato nuovi fucili,
cappelli, stivali e molto whiskey. Questi Chiricahua si stabilirono
in un nascondiglio vicino ai loro cugini Mimbres, presso l'agenzia
Ojo Caliente, dove il capo era Victorio.
Nel marzo 1877 John
Clum ricevette ordini da Washington di condurre la sua polizia
apache a Ojo Caliente e di trasferire a San Carlos gli indiani che
erano lì. Inoltre, doveva arrestare Geronimo e tutti gli altri
Chiricahua «rinnegati, che si trovavano nelle vicinanze. Geronimo
dichiarò in seguito a questo proposito: «Da San Carlos furono
mandate due compagnie di esploratori.
Fecero sapere a me e a
Victorio di venire in città. I messaggeri non dissero ciò che
volevano da noi, ma poiché sembravano amici, pensammo che volessero
tenere un consiglio e andammo a cavallo a incontrare gli ufficiali.
Appena arrivammo in città,i soldati ci circondarono, ci disarmarono
e ci condussero entrambi al quartier generale dove fummo processati
da una corte marziale. Ci fecero solo poche domande, poi Victorio fu
rilasciato e io fui condannato alla prigione. Le guide mi condussero
in carcere e mi incatenarono.
Quando io chiesi loro
perché facevano questo, dissero che era perché io avevo lasciato
Passo Apache e io non credo di aver mai dipeso da questi soldati a
Passo Apache, o che avrei dovuto chiedere loro dove potevo andare...
Fui tenuto prigioniero
per quattro mesi, durante i quali fui trasferito a San Carlos. Poi
credo di aver avuto un altro processo, sebbene non fossi presente.
In realtà, non so se ho avuto un altro processo, ma mi è stato detto
che l'ho avuto, comunque, fui rilasciato.
'Sebbene Victorio non
fosse stato messo agli arresti, egli e la maggior parte degli Apache
di Warm Springs furono trasferiti a San Carlos nella primavera del
1877. Clum si sforzò di conquistare la fiducia di Victorio,
conferendogli un'autorità maggiore di quanto il capo ne avesse mai
avuta a Ojo Caliente. Per poche settimane sembrò quasi che potessero
svilupparsi nella riserva White Mountain pacifiche comunità di
Apache, ma poi improvvisamente l'esercito spostò una compagnia di
soldati sul fiume Gila (Fort Thomas).
L'esercito annunciò
che si trattava di una manovra precauzionale a causa della
concentrazione a San Carlos di «quasi tutti gli indiani più
refrattari del Territorio , Clum era furioso. Telegrafò al
commissario degli Affari Indiani, chiedendo l'autorizzazione di
equipaggiare un'altra compagnia di polizia apache per sostituire i
soldati e chiedendo che le truppe fossero allontanate.
A Washington, i
giornali vennero a conoscenza dell'audace richiesta di Clum e la
pubblicarono. La cosa sollevò le ire del dipartimento della Guerra.
Nell'Arizona e nel
Nuovo Messico i fornitori civili dell'esercito, temendo una
massiccia partenza dei soldati e una perdita di affari redditizi,
condannarono la «sfacciataggine e l'impudenza, del pivello
ventiseienne che credeva di poter fare da solo ciò che diverse
migliaia di soldati non erano riusciti a fare da quando crano
iniziate le guerre apache.
L'esercito rimase a
San Carlos e John Clum dette le dimissioni. Sebbene simpatico, Clum
non aveva mai imparato a pensare come un Apache, a mettersi nei
panni degli Apache, come aveva fatto Tom Jcffords. Non riusciva a
capire che resistevano fino alla fine. Non riusciva a vederli come
figure eroiche che preferivano la morte alla pcrdita della loro
eredità.
Agli occhi di John
Clum, Geronimo, Victorio, Nana, Loco, Naiche e gli altri combattenti
erano fuorilegge, ladri, assassini e' ubriaconi: troppo reazionari
per adottare il modo di vivere dell'uomo bianco. E così John Clum
lasciò gli Apache a San Carlos. Andò a Tombstone, nell'Arizona, e
fondò un giornale battagliero, 1'« Epitaph ,
Prima della fine
dell'estate del 1877 la situazione a San Carlos divenne caotica.
Sebbene il numero degli indiani fosse aumentato di diverse centinaia
di unità, i rifornimenti supplementari giungevano con lentezza. A
peggiorare le cose, invece di distribuire le razioni nei vari
accampamenti, il nuovo agente pretese che tutte le bande si
recassero nel principale edificio dell'agenzia.
Alcuni Apache dovevano
fare più di 30 chilometri a piedi, e se i vecchi e i bambini non
erano in grado di recarvisi, non ricevevano le razioni. Anche i
minatori invasero la parte nord-orientale della riserva e si
rifiutarono di andarsene. Il sistema di autocontrollo istituito da
Cluri1 cominciò a disgregarsi.
La notte del 2
settembre Victorio condusse fuori dalla riserva la sua banda di Warm
Springs e iniziò il viaggio di ritorno a Ojo Caliente. La polizia
apache lo inseguì, ricatturò la maggior parte dei cavalli e dei muli
che gli indiani di Warm Springs avevano preso dai recinti di White
Mountain, ma lasciò andare gli uomini. Dopo vari scontri a fuoco
lungo il cammino con ranchers e soldati, Victorio raggiunse Ojo
Caliente.
Per un anno l'esercito
lo lasciò stare lì insieme al suo popolo, sotto la sorveglianza dei
soldati di Fort Wingate e poi, verso la fine del 1878, giunse
l'ordine di riportarli a San Carlos.
Victorio pregò gli
ufficiali dell'esercito di lasciar vivere il suo popolo nel
territorio dove era nato, ma quando comprese che non glielo
avrebbero permesso, gridò: <Potete mettere le nostre donne e i
nostri bambini nei vostri carri, ma i miei uomini non partiranno! >
Victorio e circa
ottanta dei suoi guerrieri fuggirono sui monti Mimbres e passarono
un duro inverno lontano dalle loro famiglie. Nel febbraio 1878
Victorio e pochi uomini si recarono al presidio di Ojo, Cali ente e
dichiararono di arrendersi se l'esercito avesse fatto tornare le
loro famiglie da San Carlos. L'esercito rimandò la decisione per
alcune settimane, quindi, finalmente, annunciò che si sarebbe fatto
un compromesso.
Gli Apache di Warm
Springs avrebbero potuto stabilirsi nel Nuovo Messico, ma avrebbero
dovuto vivere con i Mescalero a Tularosa. Victorio si dichiarò
d'accordo e per la terza volta in due anni egli e il suo popolo
dovettero ricominciare da capo.
Nell'estate del 1879
fu presentata contro Victorio una vecchia accusa di furto di cavalli
e assassinio; e gli uomini della legge giunsero nella riserva per
arrestarlo. Victorio fuggì, e gli Apache erano condannati, a meno
che non si difendessero con le armi come avevano fatto in Messico da
quando erano arrivati gli spagnoli. Dopo aver stabilito la sua
roccaforte nel Messico, Victorio cominciò a reclutare un esercito di
guerriglieri «per fare la guerra per sempre» contro gli Stati Uniti.
Prima della fine del 1879 aveva messo insieme una banda di duecento
guerriglieri mescalero e chiricahua.
Per procurarsi i
cavalli e i rifornimenti, saccheggiavano le fattorie messi cane e
poi facevano audaci incursioni nel Nuovo Messico e nel Texas,
uccidendo i coloni dovunque li trovassero, tendendo imboscate alle
forze di cavalleria lanciate al loro inseguimento e fuggendo poi
dall'altra parte del confine.
Con il perdurare della
guerriglia, l'odio di Victorio si fece più profondo. Egli divenne un
assassino spietato, che torturava e mutilava le sue vittime. Alcuni
dei suoi seguaci lo giudicarono un pazzo e lo abbandonarono. Sulla
sua testa fu posta una taglia di tremila dollari. Infine, gli
eserciti degli Stati Uniti e del Messico decisero di collaborare
nello sforzo congiunto di prenderlo in, trappola. Il 14 ottobre 1880
i soldati messicani intrappolarono la banda di Victorio sulle
colline Tres Castillos fra Chihuahua e El Paso.
Massacrarono ventotto
Apache, compreso Victorio, e catturarono sessantotto donne e
bambini. Circa trenta guerrieri fuggirono. Fra quelli che fùggirono
vi era un guerriero mimbres che aveva già oltrepassato la
settantina. Il suo nome era Nana. Sin da quando era giovane aveva
combattuto gli uomini bianchi di lingua spagnola e di lingua
inglese.
Nana non aveva alcun
dubbio che la resistenza doveva continuare. Avrebbe reclutato un
altro esercito di guerriglieri, e il posto migliore dove trovarli
erano le riserve, in cui centinaia di giovani vivevano rinchiusi
senza aver nulla da fare. Nell'estate del 1881 questo piccolo
Apache, coperto di cicatrici e di rughe, attraversò il Rio Grande
con un pugno di seguaci. In meno di un mese essi combatterono otto
battaglie, catturarono duecento cavalli e ripararono nel Messico con
un migliaio di cavalleggeri alle calcagna.
Le razzie di Nana non
avvenivano mai vicino a White Mountain, ma gli Apache del posto
sapevano delle sue imprese audaci e l'esercito reagì inviando
centinaia di soldati a cavallo a guardia della riserva.
In settembre i
Chiricahua di San Carlos si allarmarono causa di una esercitazione
della cavalleria vicino al loro accampamento. Circolavano dovunque
voci preoccupanti; si diceva che l'esercito si stava preparando ad
arrestare tutti i capi che erano sempre stati ostili. Una notte,
alla fine di quello stesso mese, Geronimo, Juh, Naiche e circa
settanta Chiricahua fuggirono da White Mountain e si diressero verso
i! Sud, nella loro vecchia roccaforte della Sierra Madre in Messico.
Sei mesi dopo (aprile
1882), bene armati ed equipaggiati, i Chiricahua tornarono a White
Mountain. Erano decisi a liberare tutto il loro popolo e qualunque
altro Apache che volesse tornare in Messico con loro. Fu un'audace
impresa. Galopparono nell'accampamento di Capo Loco e persuasero la
maggior parte dei restanti Apache Chiricahua e Warm Springs a
partire per il Messico.
Furono subito
inseguiti da sei compagnie di cavalleria comandate dal colonnello
George A. Forsyth. (Egli era sopravvissuto alla battaglia in cui fu
ucciso Naso Aquilino)
Nel Canyon Horse Shoe,
Forsyth raggiunse gli Apacbe in fuga, ma con una brillante azione di
retroguardia gli indiani trattennero le truppe il tempo necessario
da permettere al gruppo principale di entrare nel Messico. Qui
accadde il disastro in modo inaspettato. Un reggimento messicano di
fanteria piombò sulla colonna apache, massacrando la maggior parte
delle donne. e dei bambini che cavalcavano in testa. Fra i capi e i
guerrieri che riuscirono a scampare vi furono Loco', Naiche, Chato e
Geronìmo. Esacerbati, ridotti a un pugno di uomini, si unirono
presto al vecchio Nana e ai suoi guerriglieri. Per tutti loro si
trattava ormai di una guerra per la sopravvivenza.
Ogni nuova fuga a
White Mountain aveva prodotto un incremento del numero dei soldati.
Pullulavano dovunque, a Fort Thomas, Fort Apache, Fort Bowie - e
ogni loro aumento numerico produceva maggiore inquietudine fra gli
Apache nella riserva, più fughe nel Messico, con le inevitabili
razzie ai danni dei ranchers lungo le strade che percorrevano nella
fuga.
Per porre fine al
caos, l'esercito chiamò ancora una volta il generale George Crook
che nel frattempo era diventato un uomo completamente diverso da
quello che aveva lasciato dieci anni prima l'Arizona per andare al
Nord a combattere i Sioux e i Cheyenne. Egli aveva imparato da loro
e dai Ponca, durante il processo di Orso in Piedi, che gli indiani
erano esseri umani, un punto di vista che la maggior parte dei suoi
ufficiali subalterni non aveva ancora accettato.
Il 4 settembre l ~~2
Crook assunse il comando del dipartimento dell'Arizona a Whipple
Barracks e poi si affrettò ad andare nella riserva White Mountain.
Tenne consigli con gli Apache a San Carlos e a Fort Apache; prese da
parte singoli indiani e parlò privatamente con loro. «Mi accorsi
subito che vi era un sentimento generale di sfiducia verso il nostro
popolo in tutte le bande di Apache » egli riferì. c Fu con molta
difficoltà che riuscii a farli parlare, ma dopo' aver superato i
loro sospetti, conversarono francamente con me. Mi dissero che
avevano perso la fiducia in ogni cosa, e che non sapevano più a chi
o a che cosa credere; che veniva loro detto continuamente, da parte
di gruppi irresponsabili, che dovevano essere disarmati, che stavano
per essere attaccati dalle truppe nella riserva e spostati dal loro
paese; e che stavano giungendo rapidamente alla conclusione che
sarebbe stato più da uomini morire combattendo che essere annientati
a quel modo. »
Crook era convinto che
gli Apache della riserva «non solo avevano tutte le ragioni di
lamentarsi, ma avevano dimostrato una notevole pazienza rimanendo in
pace».
Sin dalle sue prime
indagini scoprì che gli indiani erano stati derubati «delle razioni
e delle merci acquistate dal governo per il loro mantenimento e
sostentamento, da agenti disonesti e da altri uomini bianchi senza
scrupoli». Trovò una quantità di prove che gli uomini bianchi
stavano cercando di spingere gli Apache a un'azione violenta, per
poterli scacciare dalla riserva, e arraffare le terre rimaste
libere.6
Crook ordinò
l'immediato allontanamento dalla riserva di tutti i minatori e
pionieri bianchi e poi chiese la completa collaborazione dell'lndian
Bureau per introdurre riforme. Invece di essere costrette a vivere
vicino a San Carlos o a Fort Apache, alle diverse bande fu dato il
diritto di scegliere nella riserva il posto che preferivano per
costruirvi le case e i ranch.
I contratti per la
fornitura del fieno sarebbero stati stipulati con gli Apache invece
che con fornitori bianchi; l'esercito avrebbe comperato tutte le
eccedenze di mais e di ortaggi prodotti dagli indiani, pagando in
contanti. Avrebbero potuto auto-governarsi, riorganizzare la toro
polizia e mantenere i propri tribunali, come avevano fatto ai tempi
di lohn Clum, Crook promise che non avrebbero mai visto i soldati
nella loro riserva, a meno che si dimostrassero incapaci di
mantenere l'ordine.
Inizialmente gli
Apache erano scettici. Essi ricordavano i modi duri di Crook ai.
vecchi tempi quando egli era il Lupo Grigio che dava la caccia a
Kociss e ai Chiricahua, ma essi scoprirono presto che egli intendeva
fare ciò che diceva. Le razioni divennero più abbondanti, gli agenti
e i commercianti smisero di truffarli, non vi erano più i soldati a
maltrattarli, e il Lupo Grigio li incoraggiò ad allevare le loro
mandrie e a cercare posti migliori per coltivare il mais e i
fagioli, Erano di nuovo liberi, finché restavano dentro la riserva.
Ma non riuscivano a
dimenticare i loro parenti che erano veramente liberi nel Messico e
vi era sempre qualche giovane che fuggiva verso il Sud, e qualcuno
che ritornava con eccitanti notizie di avventure e di divertimenti.
Anche Crook pensava
molto agli Apache Chiricahua e Warm Springs che si trovavano in
Messico. Egli sapeva che era solo una questione di tempo e che
presto o tardi avrebbero attraversato ancora una volta il confine; e
sapeva che doveva tenersi pronto. Il governo degli Stati Uniti aveVa
recentemente firmato un accordo con il governo messicano che
permetteva ai soldati di ciascun paese di attraversare il confine
durante l'inseguimento di Apache ostili. Egli si stava preparando ad
approfittare di questo accordo, sperando che così facendo avrebbe
potuto evitare che i civili dell'Arizona e del Nuovo Messico lo
costringessero a iniziare una guerra.
< Accade troppo spesso
~ disse Crook «che i giornali di frontiera spargano ogni genere di
esagerazioni e di falsità sugli indiani, che vengono riprese da
giornali accreditati e a grande tiratura, in altre parti del paese,
mentre si viene a sapere molto raramente la versione indiana dei
fatti. In questo modo la gente si fa una falsa idea di tutta la
faccenda. Poi, quando avvengono i disordini, l'attenzione generale è
rivolta agli indiani, vengono condannati solo i loro crimini e
atrocità, mentre le persone la cui ingiustizia li ha spinti in
questa direzione, la fanno franca e sono quelli che li denunciano
con maggior foga, nessuno conosce questa situazione meglio degli
indiani, e quindi è scusabile se non vedono alcuna giustizia in un
governo che pensa solo a punirli, mentre permette all'uomo, bianco
di derubarli come meglio gli pare. >
L'idea di un'altra
guerriglia con gli Apache faceva inorridire Crook. Egli sapeva che
era praticamente impossibile vincerli nel territorio montuoso dove
si sarebbe svolta la guerra.
«Con tutti gli
interessi che sono in gioco, non possiamo permetterei di
combatterli» ammise francamente. «Noi siamo troppo colpevoli, come
nazione, dell'attuale stato di cose. Ne consegue che dobbiamo
accontentarli e che d'ora in avanti dovranno essere trattati con
giustizia e protetti dagli abusi degli uomini bianchi. »
Crook credeva che
avrebbe potuto convincere Geronimo e gli altri capi della guerriglia
delle sue buone intenzioni, non combattendoli, ma parlando con loro.
1l posto migliore per fare questo sarebbe stata una delle loro
roccaforti messicane dove non vi sarebbero stati fomentatori di
guerre indiane o giornali tendenziosi che istigassero a una guerra
per accumulare profitti e accaparrare terre.
Mentre attendeva una
incursione sul confine per avere la scusa di entrare nel Messico,
Crook formò con calma il suo «corpo di spedizione». Esso era
costituito da circa cinquanta soldati e interpreti civili
accuratamente scelti e da circa duecento giovani Apache della
riserva. molti dei quali avevano partecipato almeno una volta a
qualche razzia nel Messico.
Nelle prime settimane
del 1883 spostò una parte di questi uomini vicino alla nuova
Southern Pacific Railroad che attraversava l'Arizona a circa 8O
chilometri dal confine. Il 21 marzo tre capi minori - Chato,
Chihuahua e Bonito - fecero un'incursione in una miniera vicino a
Tombstone. Appena Crook fu informato dell'incidente, iniziò gli
ultimi preparativi per entrare nel Messico. Tuttavia, solo dopo
parecchie settimane di ricerche, le sue guide scoprirono che il
campo base dei Chiricahua si trovava nella Sierra Madre del Messico.
In quella stagione
Quando le Foglie Sono Verde-Scuro (maggio), Geronimo guidò una
razzia contro i ranchers messicani per procurarsi bestiame. l
soldati messicani inseguirono la banda di Geronimo, ma questi tese
un'imboscata ai soldati, inflisse loro gravi perdite e fuggì. Mentre
gli Apache stavano tornando alla loro base, uno degli uomini che
erano stati lasciati di guardia incontrò Geronimo e gli disse che
Lupo Grigio (Crook) aveva preso l'accampamento e catturato tutte le
donne e i bambini.
Jason Betzinez, uno
dei cugini di Geronimo che cavalcava con il gruppo apache, raccontò
in seguito che Geronimo scelse due dei suoi più anziani guerrieri
perché andassero là con una bandiera bianca e scoprissero cosa era
venuto a fare Lupo Grigio. «Invece di tornare dove si trovava
Geronimo", disse Betzinez «i due uomini risalirono a metà la
montagna e dissero a tutti di venire giù... I nostri guerrieri
scesero il fianco della montagna, proseguirono fino alla tenda del
generale Crook, dove, dopo una lunga riunione dei capi, ci
arrendemmo tutti al generale.
In realtà Geronimo
ebbe tre lunghi colloqui con Crook prima di raggiungere un accordo.
Il capo apache dichiarò che aveva sempre voluto la pace, ma che era
stato maltrattato a San Carlos da cattivi uomini bianchi. Crook
ammise che ciò era probabilmente vero, ma se Geronimo voleva tornare
alla riserva, Lupo Grigio avrebbe fatto in modo che fosse trattato
giustamente. Tutti i Chiricahua che tornavano, tuttavia, avrebbero
dovuto lavorare come contadini e allevatori di bestiame per
guadagnarsi da vivere. «lo non vi porto via le vostre armi,»
aggiunse Crook «perché non ho paura di voi. »
A Geronimo piacquero i
modi bruschi di Crook, ma quando il generale annunciò che doveva
riportare la sua colonna in Arizona entro un giorno circa, Geronimo
decise di metterlo alla prova, per vedere se Crook veramente si
fidava di lui.
Il capo apache disse
che ci volevano diversi mesi per radunare tutto il suo popolo. «lo
rimarrò qui» egli disse «fino a quando avrò raccolto l'uItimo uomo,
donna e bambino chiricahua."
Anche Chato sarebbe
rimasto ad aiutarlo. Insieme avrebbero portato tutto il popolo a San
Carlos. Con grande sorpresa di Geronimo, Crook accettò la proposta.
Il 30. maggio la
colonna partì verso il Nord. Con essa partirono 251 donne e bambini
e 123 guerrieri, compresi Loco, Mangas (il figlio di Mangas Colora
do), Chihuahua, Bonito e persino il vecchio rugoso Nana, tutti i
capi di guerra tranne Geronimo e Chato.
Passarono otto mesi, e
poi fu Crook a rimanere sorpreso. Fedeli alla parola data, Geronimo
e Chato attraversarono la frontiera nel febbraio 1884 e furono
scortati a San Carlos. «Sfortunatamente, Geronimo fece l'errore di
portare con sé una grossa mandria di bestiame che aveva rubato ai
messicani » disse Jason Betzinez. «Questo sembrava molto giusto a
Geronimo che pensava che fosse l'unico modo di fornire una buona
scorta di cibo al suo popolo. Le autorità, ragionando da un diverso
punto di vista, gli sequestrarono il bestiame.» Il L'onesto Lupo
Grigio ordinò di vendere il bestiame e poi inviò il ricavato di
1.762,50 dollari al governo messicano perché fosse distribuito ai
legittimi proprietari qualora fossero stati rintracciati.
Per oltre un anno il
generale Crook poté vantarsi che «nessun reato o razzia di nessun
genere» erano stati commessi dagli indiani dell'Arizona e del Nuovo
Messico. Geronimo e Chato facevano a gara a sviluppare i loro
ranchos e Crook teneva d'occhio l'agente perché distribuisse
provviste adeguate.
Fuori dalla riserva e
dai presidi militari, tuttavia, Crook veniva molto criticato e
accusato di essere troppo accondiscendente con gli Apache; i
giornali che egli aveva accùsato di diffondere «ogni genere di
esagerazioni e di falsità sugli indiani » ora si volsero contro di
lui. Alcuni giornalisti, particolarmente in malafede, arrivarono al
punto di spargere la voce che Crook si era arreso a Geronimo nel
Messico e aveva fatto un accordo con il capo chiricahua per salvare
la propria vita.
Per quanto riguarda
Geronimo, ne fecero una specie di diavolo, inventando decine di
storie atroci sul suo conto e invitando i membri del comitato di
vigilanza a impiccarlo, se non l'avesse fatto il governo. Mickey
Free, l'interprete ufficiale dei Chiricahua, raccontò a Geronimo
queste storie che circolavano sui giornali. «Quando un uomo cerca di
fare il giusto, » commentò Geronimo «simili storie non dovrebbero
apparire sui giornali.
Dopo l'Epoca di
Piantare il Mais (primavera 1885) i Chiricahua divennero scontenti.
C'era poco da fare per gli uomini, tranne che ritirare le razioni,
giocare d'azzardo, litigare, oziare e bere tiswin. Il tiswin era
proibito nella riserva, ma i Chiricahua avevano una gran quantità di
mais per fare la birra e il bere era uno dei pochi piaceri dei
vecchi tempi che era rimasto loro.
La notte del 17
maggio, Geronimo, Mangas, Chihuahua e Nana, ubriachi fradici di
tiswin, decisero di andare nel Messico. Si recarono a trovare Chato
'per invitarlo' a seguirli, ma Chato era sobrio e rifiutò. Egli e
Geroniino litigarono e per poco non passarono a vie di fatto prima
della partenza di Geronimo e degli altri. Del gruppo facevano parte
novantadue donne e bambini, otto ragazzi e trentaquattro uomini.
Appena lasciarono San
Carlos, Geronimo tagliò i fili del telegrafo.
Sia gli uomini bianchi
sia gli Apache cercarono di spiegare in vari modi questo improvviso
esodo da una riserva dove tutto apparentemente sembrava andare
liscio. Alcuni dissero che la cosa era imputabile all'euforia del
tiswin; altri dissero che le brutte storie che circolavano sui
Chiricahua avevano fatto temere loro di essere arrestati. «Essendo
stati messi in catene una volta prima che la banda venisse spedita a
San Carlos, » disse Jason Betzinez « alcuni capi erano decisi a non
subire un'altra volta un simile trattamento. >
Geronimo in seguito
spiegò la cosa in questo modo: «Qualche tempo prima che-me ne
andassi, un indiano di nome Wadiskay ebbe un colloquio con me.
Disse: "Stanno pensando di arrestarti", ma non gli badai, pensando
che non avevo fatto nulla di male; e ]a moglie di Mangas, Huera, mi
disse che stavano pensando di prendermi e di mettere me c Mangas in
prigione e venni a sapere dai soldati americani e apache, da Chato e
da Mickey Freeche gli americani si stavano preparando ad arrestarmi
e a impiccarmi e così me ne andai »
La fuga dèl gruppo di
Geronimo attraverso l'Arizona diede il via a un susseguirsi di voci
incontrollate. I giornali uscirono con titoli a caratteri cubitali:
GLI APACHE SONO USCITI DALLA RISERVA! La stessa parola «Geronimo»
divenne un sinonimo di sangue. Il «Tucson Ring» di appaltatori.
vedendo una possibilità di una lucrosa campagna militare, chiese al
generale Crook di mandare subito truppe per proteggere i cittadini
bianchi indifesi dagli assassini apache. Geronimo invece stava
disperatamente cercando di evitare qualsiasi scontro con i cittadini
bianchi; tutto ciò che egli voleva fare era far passare rapidamente
la frontiera al suo popolo e raggiungere il vecchio rifugio sulla
Sierra Madre. Per due giorni e due notti i Chiricahua cavalcarono
senza posa. Lungo il cammino, Chihuahua cambiò idea e decise di non
andare più nel Messico; uscì dalla pista con la sua banda con
l'intenzione di ritornare nella riserva. I soldati che lo
inseguivano raggiunsero Chihuahua, lo costrinsero a combattere, dopo
di che egli iniziò una sanguinosa serie di saccheggi prima di
varcare il confine del Messico.
Tutte le aggressioni
che egli commise furono attribuite a Geronimo, perché pochi
nell'Arizona avevano mai sentito parlare di Chihuahua.
Nel frattempo Crook
stava cercando di evitare ]a vasta operazione militare che i membri
del Tucson Ring e i loro amici politici a Washington gli stavano
chiedendo. Egli sapeva che l'unico modo di trattare con tre dozzine
di guerrieri apache era quello di negoziare personalmente: A ogni
modo, per la tranquillità dei cittadini locali, ordinò a pochi
soldati di cavalleria di uscire da tutti i forti, posti sotto il suo
comando, ma egli contava esclusivamente sulle sue fide guide apache
per trovare i Chiricahua ribelli. Fu grato che Chato e il figlio
minore di Kociss, Alchise, si offrissero entrambi volontariamente di
cercare Geronimo.
Poiché l'autunno si
avvicinava, era chiaro che Crook avrebbe dovuto attraversare ancora
una volta la frontiera del Messico. Gli ordini da Washington erano
inequivocabili: uccidere i fuggitivi o costringerli a una resa senza
condizioni. .
Nel frattempo i
Chiricahua avevano scoperto che nella Sierra Madre li stavano
aspettando alcune unità dell'esercito messicano. Dovendo scegliere
fra i messicani, che volevano solo ucciderli, e gli americani, che
erano disposti a farli prigionieri, Geronimo e gli altri capi
decisero infine di ascoltare Chato e Alchise.
Il 25 marzo 1886 i
capi apache c ostili. si incontrarono con Crook a pochi chilometri a
sud del confine a Canon de los Emhudos. Dopo tre giorni di discorsi
appassionati, i Chiricahua acconsentirono ad arrendersi. Crook poi
disse loro che dovevano arrendersi senza condizioni; e quando essi
chiesero che cosa significava, rispose loro francamente che
probabilmente sarebbero stati portati lontano, nell'Est, in Florida,
come prigionieri.
Essi replicarono che
non si sarebbero arresi finché Lupo Grigio non avesse promesso che
sarebbero ritornati nella loro riserva dopo due anni di prigione.
Crook accolse la proposta: gli sembrava fattibile. Credendo di poter
convincere Washington che una simile resa era meglio di nessuna
resa, acconsentì. c lo mi consegno a te. disse Geronimo. c Fai di me
ciò che ti pare. lo mi arrendo. Una volta mi muovevo come il vento.
Ora mi arrendo a te e questo è tutto.
Alchise chiuse il
consiglio pregando Crook di avere pietà dei suoi fratelli Chiricahua
smarriti. c Sono tutti buoni amici ora e io sono contento che si
siano arresi perché sono tutti lo stesso popolo... un 'unica
famiglia di cui faccio parte anch'io; proprio come quando si uccide
un cervo, tutte le sue parti appartengono allo stesso corpo; così
con i Chiricahua... Noi vogliamo ora viaggiare sul sentiero aperto e
bere le acque degli americani e non nasconderei sulle montagne;
vogliamo vivere senza pericoli o disagi.
Sono molto contento
che i Chiricahua si siano arresi e che io sia riuscito a parlare per
loro... lo non ti ho mai detto una bugia, né tu hai mai detto una
bugia a me, e ora io ti dico che questi Chiricahua davvero vogliono
fare ciò che è giusto e vivere in pace. Se essi non lo faranno,
allora ho detto una bugia, e tu non devi credermi più. Va tutto
bene; va' avanti a Fort Bowie: io voglio che tu porti via nella tua
tasca tutto ciò che è stato detto qui oggi.
Convinto che i
Chiricahua sarebbero venuti a Fort Bowie con il suo gruppo di guide,
Crook corse là a telegrafare al dipartimento della Guerra a
Washington le condizioni che aveva concesso ai capi chiricahua, Con
sua grande delusione, ricevette la seguente risposta: Non possiamo
approvare la resa degli indiani ostili a condizione che vengano
imprigionati per due anni nell 'Est con l'intesa di lasciarli
tornare poi nella riserva
Lupo Grigio aveva
fatto un'altra promessa che non poteva mantenere. Come colpo finale,
il giorno dopo venne a sapere che Geronimo e Naiche si erano
staccati dalla colonna a pochi chilometri da Fort Bowie e stavano
fuggendo nella direzione opposta, verso il Messico, Un commerciante
del c Tucson Ring. li aveva riempiti di whiskey e di menzogne su
come i cittadini bianchi dell'Arizona li avrebbero certamente
impiccati, se fossero tornati. Secondo lason Betzinez, Naiche si
ubriacò e sparò in aria con il fucile.
Geronimo pensò che
fosse iniziato il combattimento con le truppe. Egli e Naiche, presi
dal panico, fuggirono precipitosamente. insieme a circa trenta
seguaci. » Forse accadde anche qualcos'altro. «Temevo di essere
tradito» disse in seguito Geronimo «e quando diventammo sospettosi.,
tornammo indietro." Naiche qualche tempo dopo disse a Crook: « Avevo
paura di essere portato da qualche parte dove non mi sarebbe
piaciuto: in un posto che non conoscevo. Pensavo che tutti quelli
che venivano portati via sarebbero morti... Ci ero arrivato con la
mia testa da solo... Ne parlammo fra noi. Eravamo ubriachi... perché
vi era un sacco di whiskey e volevamo bere qualcosa, e così bevemmo
».
Come risultato della
fuga di Geronimo, il dipartimento della Guerra rimproverò
severamente Crook per la sua negligenza, per aver concesso
condizioni di resa non autorizzate, per il suo atteggiamento
tollerante verso gli indiani. Egli rassegnò immediatamente le
dimissioni e fu sostituito da Nelson Miies (Cappotto d'Orso), un
comandante di brigata che aspirava a una promozione.
Cappotto d'Orso
assunse il comando il 12 aprile 1886, Con il pieno appoggio del
dipartimento della Guerra, mise rapidamente in campo cinquemila
soldati (circa un terzo degli effettivi dell'esercito). Egli
disponeva inoltre di cinquecento guide apache e di migliaia di
civili raggruppati nella milizia. Organizzò una colonna volante di
cavalleggeri e un costoso sistema di eliografi per trasmettere
messaggi attraverso l'Arizona e il Nuovo Messico. Il nemico che
doveva essere sconfitto da questa potente forza militare era
Geronimo e il suo «esercito» di ventiquattro guerrieri. che per
tutta l'estate del 1886 furono anche costantemente inseguiti da
migliaia di soldati dell'esercito messicano.
Alla fine furono
Grande Naso Capitano (tenente Charles Gatewood) e due guide apache,
Martine e Kayitah, che trovarono Geronimo e Naiche nascosti in un
canyon della Sierra Madre. Geronimo depose il fucile e strinse la
mano a Grande Naso Capitano domandandogli tranquillamente come
stava.
Chiese poi notizie
degli Stati Uniti. Come stavano i Chiricahua'! Gatewood gli disse
che i Chiricahua che si erano arresi erano già stati spediti in
Florida. Se Geronimo si fosse arreso al generale Miles sarebbe stato
probabilmente mandato in Florida e li avrebbe raggiunti.
Geronimo voleva sapere
tutto di Cappotto d'Orso Miles,
La sua voce era aspra
o gradevole all'udito? Era crudele o di animo gentile'? Quando
parlava. guardava il suo interlocutore negli occhi o guardava a
terra? Avrebbe mantenuto le sue promesse? Poi disse a Gatewood;
«Vogliamo il tuo consiglio. Immagina di essere uno di noi. e non un
uomo bianco. Ricordando tutto ciò che è stato detto oggi, e da
Apache, che cosa ci consiglieresti di fare date le circostanze?".
c Mi fiderei del
generale Miles e della sua parola" rispose Gatewood.
E così Geronimo si
arrese per l'ultima volta. 11 Grande Padre a Washington (Grover
Cleveland), che credeva a tutte le sinistre storie raccontate dai
giornali sul conto di Geronimo, propose che fosse impiccato. Il
consiglio di uomini che conosceva meglio le cose, prevalse, e
Geronimo e i suoi guerrieri sopravvissuti furono spediti a Fort
Marion, in Florida.
Egli trovò la maggior
parte dei suoi amici che stava morendo in quella terra umida e
calda, così diversa dal paese secco e montuoso dove erano nati. Più
di un centinaio morirono di una malattia diagnosticata come
tubercolosi. Il governo portò via tutti i loro bambini e li mandò
nella scuola indiana a Carlisle, in Pennsylvania, e più di cinquanta
dei loro bambini morirono là.
Non solo furono
mandati in Florida gli indiani «ostili », ma anche molti di quelli
«amici », comprese le guide che avevano lavorato per Crook. Martine
e Kayitah, che condussero il tenente Gatewood nel nascondiglio di
Geronimo, non ricevettero i dieci cavalli che gli erano stati
promessi per la loro missione; furono invece mandati in prigione in
Florida. Chato, che aveva cercato di dissuadere Geronimo dal
lasciare la riserva e poi aveva aiutato Crook a trovarlo, fu
improvvisamente prelevato del suo rancho e inviato in Florida. Perse
il suo appezzamento di terreno e tutto il suo bestiame; due dei suoi
bambini furono mandati a Carlisle e morirono lì entrambi.
I Chiricahua
rischiavano di estinguersi; avevano combattuto troppo duramente per
conservare la loro libertà.
Ma essi non erano i
soli. EskimiQzin degli Aravaipa, che era diventato economicamente
indipendente nel suo ranch sul fiume Gila, fu arrestato sotto
l'accusa di avere avuto rapporti con un fuorilegge noto come Apache
Kid. Eskiminzin e i quaranta Aravaipa superstiti furono mandati a
vivere con i Chiricahua in Florida. In seguito, tutti questi
esiliati furono trasferiti a Mount Vernon Barracks, nèll'Alabama.
Se non fosse stato per
gli sforzi di alcuni amici bianchi come George Crook, lohn Clum e
Hugh Scott, gli Apache sarebbero stati presto sepolti sotto terra in
quel posto infestato da febbri malariche sul fiume Mobile. Malgrado
le obiezioni di Cappotto d'Orso Miles e del dipartimento della
Guerra, riuscirono a far ritornare a San Carlos Eskiminzin e gli
Aravaipa.
I cittadini
dell'Arizona tuttavia si rifiutarono di riammettere nello stato i
Chiricahua di Geronimo. Quando i Kiowa e i Comanche appresero dal
tenente Hugh Scott la situazione in cui si trovavano i Chiricahua,
offrirono ai loro vecchi nemici apache una parte della loro riserva.
Nel 1894 Geronimo accompagnò i sopravvissuti a Fort Sin, dove,
quando morì nel 1909, ancora prigioniero di guerra, fu sepolto nel
cimitero apache. Circola ancora una leggenda che poco tempo dopo la
sua sepoltura, le sue ossa furono segretamente dissepolte e portate
da qualche parte nel Sud-ovest: forse sui Mogollon, o sui monti
Chiricahua, o nel cuore della Sierra Madre nel Messico. Egli fu
l'ultimo dei capi apache
«STANNO ARRIVANDO I
BISONTI»
ASCOLTA, EGLI DISSE,
LAGGIU' STANNO ARRIVANDO I BISONTI. QUESTE FURONO LE SUE PAROLE,
LAGGIU' STANNO ARRIVANDO I BISONTI. CAMMINANO, SI FERMANO, STANNO
ARRIVANDO. LAGGIU' STANNO ARRIVANDO I BISONTI.
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