Strage del 9
gennaio 1879
Dopo la resa della
primavera del 1877, le bande Cheyenne di Coltello Spuntato e di
Piccolo Lupo, furono inviate in esilio nel Territorio Indiano,
presso le agenzie di Darlington e Fort Reno.
Le durissime
condizioni di vita della riserva, però, decimarono gli Cheyenne
e in pochi mesi su circa 1000 Cheyenne i due terzi si
ammalarono, prevalentemente di malaria e morbillo e 41 di essi
morirono. I medici bianchi della riserva non poterono aiutarli,
perché mancavano completamente di medicinali. Verso la tarda
estate del 1878 Piccolo Lupo si recò dall’agente indiano e gli
disse che il suo popolo non poteva vivere in quell’ambiente
malsano, e in più soffrendo la fame, senza viveri e senza
selvaggina. Volevano ritornare a nord.
L’agente, come
risposta mandò a chiamare i soldati e Piccolo Lupo e Coltello
Spuntato, ormai decisi a partire, radunate circa 300 persone tra
guerrieri, donne e bambini dettero inizio alla fuga verso il
Montana, vanamente inseguiti dalla cavalleria. Viaggiarono
celermente, nascondendosi con abilità nei territori già
fittamente popolati, con gli esploratori avanti e i Dog Soldier
ai fianchi e dietro la colonna. Attraversarono fiumi, montagne e
ferrovie, cercando di tenersi lontano da villaggi e città dei
bianchi.
Furono inseguiti
da circa 10.000 soldati e 3.000 volontari civili che volevano
partecipare all’ultima grande caccia all’indiano, Si scontrarono
quattro volte con le truppe, ma riuscirono sempre a sganciarsi
senza quasi subire perdite. Sul fiume Arkansas, intercettarono
una comitiva di cacciatori che avevano appena ucciso delle
femmine di bisonte. Li lasciarono andare dopo aver preso fucili
e munizioni. Non ebbero mai intenzioni ostili verso bianchi, ma
volevano solo tornare a casa. Finalmente, dopo sei settimane
raggiunsero il Platte e il gruppo si divise in due bande. Una
con Piccolo Lupo proseguì verso nord, diretto al Powder.
Coltello Spuntato, invece, preferì dirigersi verso l’agenzia di
Nuvola Rossa, per chiedere al vecchio alleato aiuto e
protezione. Il gruppo di Piccolo Lupo giunse senza difficoltà
nella regione del Powder, e rimase libero a cacciare tutto
l’inverno e la primavera successiva.
Coltello Spuntato
invece, scoprì che l’agenzia dei Lakota era stata chiusa e,
ormai circondato da numerosi soldati, si rassegnò ad arrendersi.
Gli Cheyenne furono rinchiusi in una squallida baracca di Fort
Robinson in attesa della decisione del governo. Gli indiani non
volevano assolutamente ritornare in Oklahoma e decisero di
resistere a tutti i costi. Le donne smontarono e nascosero con
cura nelle vesti e nei miseri fagotti, fucili e pistole,
coltelli e qualche arco. Il 24 dicembre 1878, il capitano Henry
Wessells, comandante di Fort Robinson, ebbe dal governo l’ordine
che temeva. Avrebbe dovuto riportare gli Cheyenne in Oklahoma.
I soldati cercano
di convincere la gente di Coltello Spuntato ad andare via, ma il
capo disse: “ Non andremo a vivere là. Non è terra sana e se
staremo là moriremo tutti. Noi non vogliamo tornare indietro e
non torneremo. Siamo sulla nostra terra e non torneremo mai
indietro. Potete uccidermi qui, ma non mi farete tornare
indietro”. Per convincere gli indiani, il capitano Wessells
decise di ridurre progressivamente le razioni di cibo e in poco
tempo le fermò totalmente. Dentro il fabbricato, per circa 150
persone, in maggioranza donne e bambini, cominciarono giorni da
incubo. Gli cheyenne rimasero totalmente senza mangiare, almeno
per cinque giorni.
La disperazione
cominciò a serpeggiare tra di loro e nel pomeriggio del 9
gennaio, con dieci gradi sotto zero, presero la decisione di
tentare una sortita per morire combattendo come guerrieri e non
di fame, come oramai si prospettava. Le armi a disposizione, 5
fucili e 11 rivoltelle, furono rimontate con cura e distribuite
agli uomini ancora in forze.
I guerrieri
indossarono gli ultimi abiti da cerimonia e da battaglia, si
dipinsero con i colori tradizionali, le donne si misero in
ordine cercando di apparire degne dei loro uomini. Sapevano che
le speranze di una riuscita della fuga erano scarsissime, ma la
maggior parte di loro sarebbe morta aggredendo i soldati per
tentare di strappargli le armi, piuttosto che morire di fame.
I bianchi
sospettarono qualcosa e Wessells, per evitare sorprese, dispose
una doppia fila di guardie attorno alla costruzione. I soldati
arrivarono anche ad incatenare le porte e alcune delle finestre.
Erano presenti gli ultimi capi della banda di Coltello Spuntato,
valorosi guerrieri della potente nazione Cheyenne: Gobba di
Bisonte, Maiale Selvatico, Forte Mano Sinistra, Piccolo Scudo e
Capelli Arruffati, il capo dei Dog Soldier.
Al tramonto,
Piccolo Scudo, Capelli Arruffati e quattro Dog Soldier ruppero
le finestre e si gettarono a corpo morto fuori dalla baracca,
ingaggiando un furioso corpo a corpo con le guardie. I cinque si
raggrupparono e tennero impegnati i soldati che accorrevano
massa. Questi uscirono dalle camerate e avanzarono verso i
guerrieri che ad uno ad uno, dopo alcuni disperati minuti di
battaglia, furono uccisi, dando però il tempo a molte persone di
fuggire.
Alcuni Cheyenne
riuscirono ad allontanarsi, altri si gettarono sui soldati
finchè non furono uccisi. Grande Antilope e sua moglie corsero a
perdifiato fino a che la donna, ferita ad una gamba, non potè
muoversi. Allora l’uomo prese il suo coltello e l’uccise. Poi se
lo piantò nel cuore. Molti Cheyenne furono feriti e
successivamente alcuni vennero ricoverati nell’infermeria del
forte………..
…….il vecchio
guerriero Uomo Seduto, che era stato ferito a una gamba uscendo
dalla baracca. Si sedette tranquillo, intonò il canto di morte e
aspettò la fine: un soldato sopraggiunse, lo vide, gli puntò la
canna del fucile alla testa e sparò. Nella corsa disperata verso
le colline, gli Cheyenne cercarono in tutti i modi di proteggere
le donne e i bambini, ma nella neve alta fu quasi impossibile.
Un gruppo di 6 donne e un bambino, tra cui la figlia di Coltello
Spuntato, cercò di fuggire verso il bosco di pini che si trovava
nelle vicinanze del forte, ma furono raggiunti e massacrati
tutti senza pietà. I soldati uccidevano chiunque gli si parasse
davanti.
Un certo numero di
persone riuscì a fuggire molte miglia lontano dal forte, ma la
caccia spietata dei soldati non lasciò loro tregua. Il 22
gennaio quattro compagnie di cavalleria con un cannone,
intercettarono il grosso dei fuggitivi, 17 guerrieri e 15 donne
e bambini, diretti verso l’agenzia Sioux di Pine Ridge. Stremati
e affamati, gli ultimi guerrieri Cheyenne si nascosero in un
avvallamento del terreno, nascondendo donne e bambini sotto la
neve e i cespugli.
Circondati da
quattro lati, resistettero al terribile fuoco nemico per trenta
minuti, rintuzzando e respingendo con i pochi colpi rimasti gli
attacchi dei soldati. Poi, ad uno ad uno, sotto un diluvio di
cannonate furono tutti uccisi. Gli ultimi tre guerrieri rimasti
incolumi, si lanciarono con i coltelli in un attacco suicida
verso i soldati e si fecero uccidere. Dal mucchio di morti
uscirono illesi solo tre donne e quattro bambini. Coltello
Spuntato, con sei membri della sua famiglia, riuscì a fuggire e
a trovare riparo in una caverna sulle colline, dove il gruppo si
nascose per 15 giorni, prima di arrendersi a Pine Ridge. Nelle
vicinanze di Fort Robinson la raccolta dei cadaveri durò alcuni
giorni.
Una buona metà dei
cadaveri fu scotennata e alcuni ufficiali americani raccontarono
persino che i coloni bianchi delle vicinanze erano venuti al
forte per scotennare i morti e rubare le misere cose che erano
ancora indosso ai corpi degli indiani. In totale, tentarono la
fuga e uscirono dalla baracca 149 Cheyenne: 78 furono catturati
e di questi, 20 furono mandati in Oklahoma per essere giudicati
e 58 a Pine Ridge. I morti furono 64, dei quali 39 uomini e 25
donne e bambini. Sette furono i dispersi, quasi certamente
morti.
Un numero non
identificato di prigionieri fu raccolto ferito gravemente e di
questi numerosi morirono in seguito. Nel rapporto finale al suo
superiore il generale Crook, il capitano Wessells scrisse che
“gli Cheyenne erano ben armati e ben dotati di munizioni come
mai gli era capitato di vedere sul sentiero di guerra”. Di tutte
le stragi compiute in più di un secolo di guerre e conquiste,
riteniamo di poter affermare che la strage di Fort Robinson a
danno degli Cheyenne del capo Coltello Spuntato, sia stata una
delle più malvagie e insensate azioni compiute dall’esercito
degli Stati Uniti.