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by Giovanna
D.F. Ma noi considereremo
la vostra offerta, pochè sappiamo che se non vendiamo, l’uomo
bianco può tornare coi fucili a prendersi la nostra terra. Se noi non
possediamo la freschezza dell’aria o il luccichio dell’acqua,
come potete voi comprarli? I morti dell’uomo
bianco dimenticano il paese della loro nascita quando vanno a camminare
tra le stelle. I nostri morti non dimenticano mai questa bella terra,
poiché essa è la madre dell’uomo rosso. Noi siamo
parte della terra ed essa è parte di noi. Le creste
rocciose, le essenze delle praterie, l’impeto del puledro e l’uomo,
tutto appartiene alla stessa famiglia. Quindi considereremo
la vostra offerta di comprare la nostra terra. Ma non sarà facile.
Questa terra è sacra per noi. I fiumi sono
nostri fratelli, essi placano la nostra sete. I fiumi trasportano le nostre
canoe e nutrono i nostri figli. Se vi vendiamo la nostra terra, voi dovete
ricordare ed insegnare ai vostri figli che i fiumi sono nostri fratelli,
e vostri, e dovete, d’ora in poi, trattare i fiumi con la gentilezza
con la quale trattereste un fratello. Noi sappiamo
che l’uomo bianco non capisce il nostro modo di vivere. Egli dimentica
le tombe dei suoi padri ed i diritti di nascita dei suoi figli. Non so. I
nostri modi sono diversi dai vostri. La vista delle vostre città
rattrista l’uomo rosso. Ma forse è perché l’uomo
rosso è selvaggio e non capisce. E cosa resta
nella vita se l’uomo non può ascoltare il richiamo solitario
del lupo o le discussioni delle rane intorno ad uno stagno di notte? Io
sono un uomo rosso e non capisco. L’aria
è preziosa per l’uomo rosso, dato che tutte le cose dividono
lo stesso respiro: la bestia, l’albero, l’uomo, tutti condividono
lo stesso respiro. Ma se noi
vi vendiamo la nostra terra, voi dovete ricordare che l’aria ci
è preziosa, dovete ricordare che l’aria condivide il suo
respiro con tutta la vita che sostiene. Il vento che donò a nostro
nonno il suo primo respiro, riceve anche il suo ultimo sospiro. E il vento
deve dare anche ai nostri figli lo spirito della vita. Così,
noi considereremo la vostra offerta di comprare la nostra terra. Se decideremo
di accettare, porrò una condizione: l’uomo bianco dovrà
trattare gli animali di questa terra come fratelli. Io sono un
selvaggio e non capisco come il cavallo d’acciaio che sputa fumo
possa essere più importante del bisonte che noi uccidiamo solo
per sopravvivere. Dovete insegnare
ai vostri figli che la terra sotto i vostri piedi è la cenere dei
nostri nonni. Affinchè rispettino la terra, dite ai vostri bambini
che essa è arricchita dalle vitee dei nostri antenati. Noi sappiamo
questo: la terra non appartiene all’uomo, l’uomo appartiene
alla terra. Tutte le cose
sono unite tra loro. L’uomo
non ha tessuto la stoffa della vita, è solo un filo di essa. Qualsiasi
cosa lui faccia alla stoffa, lo fa a se stesso. Importa poco
dove trascorreremo il resto dei nostri giorni. I nostri bambini hanno
visto i loro padri umiliati nella disfatta. I nostri guerrieri hanno provato
vergogna e dopo la sconfitta hanno trascorso i loro giorni nella pigrizia
e contaminato i loro corpi con cibi dolci e bevande forti. Perché dovrei piangere la scomparsa della mia gente? Le tribù sono fatte di uomini, niente di più. Gli uomini vanno e vengono come le onde del mare. Persino l’uomo bianco, il cui Dio cammina con lui e gli parla da amico ad amico, non può essere esonerato dal destino comune. Noi possiamo essere fratelli, dopotutto; staremo a vedere. Una cosa sappiamo,
che l’uomo bianco potrà forse scoprire un giorno: il nostro
Dio è lo stesso Dio. Ora voi potete pensare che Egli vi appartenga,
così come volete possedere la nostra terra, ma non è così.
Egli è il Dio dell’uomo e la Sua compassione è uguale
sia per l’uomo rosso che per quello bianco. Questa terra è
preziosa per Lui e danneggiarla significa disprezzare il suo Creatore.
Anche i bianchi scompariranno, forse anche prima di tutte le altre tribù. Dov’è
la macchia? Sparita. Dov’è l’aquila? Sparita. E che
cosa significa dire addio al puledro e al cacciatore? La fine della vita
e l’inizio della sopravvivenza. Là,
forse, potremo vivere i nostri brevi giorni come vorremmo. Quando l’ultimo
uomo rosso sarà svanito da questa terra e la sua memoria sarà
soltanto l’ombra di una nuvola che passa sulla prateria, queste
spiagge e queste foreste ospiteranno ancora gli spiriti della mia gente. Una cosa noi
sappiamo. Il nostro Dio è lo stesso Dio. Questa terra è
preziosa per Lui. Persino l’uomo bianco non può essere esonerato
dal destino comune. Possiamo essere fratelli, dopotutto.
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